TAZEBLOG


TAZEBLOG

lunedì, giugno 30, 2003

 
TRAFFICO D’ARMI E DI COSCIENZE
Passa la nuova normativa sul commercio delle armi - più ‘liberista’, ovviamente, per favorire l’industria italiana e i trafficanti e i loro protettori politici.
Passa con l’astensione in Commissione della Margherita, il cui gruppo si farà poi trovare poco presente anche in aula.
Ma come: nella Margherita non c’è l’ala cattolica dell’Ulivo?!
Che vogliono, che pensiamo che anche lì dentro la lobby dei produttori e trafficanti conta le sue belle aderenze? 
 
 
 

 

postato da ORBOEDEGA | 22:18 | commenti

 
DAGLI ALL’UNTORE!
Guzzanti padre, ringhioso mastino della reazione, azzanna impietosamente Folli dalle colonne del Giornale. Lo accusa di aver dato troppo spazio sulla prima pagina del Corriere alle reazioni della stampa estera all’inizio del semestre berlusconiano.
Ignorando –fingendo di ignorare – che sullo stesso giornale lo stesso Folli pacatamente invita gli italiani alla ‘tregua del semestre.’.
Insomma, Folli porta avanti la politica del ’un colpo al cerchio e uno alla botte’, nell’intento di non urtare comunque il Cavaliere. 
Ma non basta – a chi ha una propensione alla dittatura non basta mai. Non doveva nemmeno riportare i giudizi della stampa estera.
Punto e a capo.
La capisse, Folli, che, imboccata una certa strada, non potrà più tornare indietro!
A meno che non sia proprio quello che vuole.
 
postato da ORBOEDEGA | 22:17 | commenti

 

SEMESTRE EUROPEO: CHI TACE ACCONSENTE?

Prende il via per l’Italia il semestre di presidenza europea.Le forze politiche responsabili - da Ciampi a Fassino passando per Berlusconi - invitano a mettere da parte per i prossimi sei mesi le diatribe interne, a non far fare figuracce al premier e perciò stesso al Paese.

Cioè, noi italiani dobbiamo turarci il naso, chiuderci gli occhi, tapparci le orecchie e ignorare che a guidare l’Europa sarà il nostro premier sotto processo e promulgatore di leggi ad hoc e ad personam, coadiuvato da un partito che suggerisce di cannoneggiare i clandestini in arrivo sulle nostre coste  - e tutto il resto che sappiamo.

Oggi, dall’alto del suo nuovo scranno di direttore del principale quotidiano italiano, anche Folli ci sprona a tale azione politica: per sei mesi, ‘Fratelli d’Italia punto e a capo”.

Poco importa che stampa e governi europei ci dedichimo commemti non propriamente entusiasti.

 

Ricapitoliamo: vinte Berlusconi le elezioni, ci chiesero di non essere prevenuti, di lasciarlo lavorare - e solo dopo giudicarlo, sui fatti e non sulle ideologie.

Ora, a distanza di due anni, gli si potrebbe anche chiedere conto di tutte le leggi ad personam - per sé e i propri amici - che hanno impegnato il parlamento in lunghe ed estenuanti sedute (per colpa dell’opposizione, certo), distogliendolo dall’affrontare i reali problemi del Paese.

E invece no, ancora per sei mesi il Paese dovrebbe osservare in silenzio l’alacre lavoro del Principe.

Personalmente ho un’idea molto chiara in proposito: l’ultima cosa che vorrei è che all’estero si associassero il mio destino e il mio operato  a quello di Berlusconi, che l’Italia venisse identificata con lui, con i suoi interessi, con i suoi compagni di merende.

Quindi, continuerò a scrivere e a dire quel che penso sul governo che  - mal - ci rappresenta e spero che siano in molti a farlo, per evitare di essere accomunati alla Banda Bossi-Berlusconi.

postato da ORBOEDEGA | 00:19 | commenti

sabato, giugno 28, 2003

CUFFARI E IL SACRO VINCOLO DELL’AMICIZIA
Cuffaro, governatore della Sicilia (in odore di Vicerè) ha subito un gravissimo torto: è stato arrestato non solo un suo carissimo amico, ma anche suo procacciatore di voti durante le campagne
elettorali.
E’ chiaro l’intento comunista di colpirlo nella sua macchina elettorale.
Il suo attiravoti è stato arrestato soltanto per essere amico di mafiosi - ignorando quale sia l’altissimo valore che i siciliani attribuiscono all’amicizia. Il nostro uomo avrebbe dovuto tagliare i ponti con i suoi vecchi amici unicamente perché essi erano diventati un tantinello mafiosi?
Bella prova d’amicizia, abbandonarli proprio nel momento del bisogno!

postato da ORBOEDEGA | 22:20 | commenti

Berlusconi bacia e abbraccia pubblicamente Bossi.
Anche questa è una delle straordinarie riforme del governo della Cazzata delle Libertà: il bacio, non è più Giuda a darlo.

postato da ORBOEDEGA | 22:19 | commenti

LA TESTA DI BOSSI...?
Rileggo quanto scritto e mi chiedo: da quando in qua Fini si pone domande tanto metafisiche? Ignotavo la sua passione per i fenomeni paranormali.

postato da ORBOEDEGA | 22:19 | commenti

LA LEGA A PEZZI
Bossi tuona che la Lega sta con i piedi ben fuori dal governo - dentro il governo agita solo il pugno.
Fini gli risponde che l’importante è dove la Lega abbia la testa.
Nessun dubbio, invece, . almeno per noi - su dove tenga le chiappe e a che angolazione: altezza Berlusconi, 90°.

postato da ORBOEDEGA | 22:17 | commenti

venerdì, giugno 27, 2003

 

SICARI DALLA TASTIERA FACILE

Facci sul Giornale attacca pesantemente la Bocassini, accusandola di non lasciarsi giudicare in alcun modo -  né come persona, né come magistrato né sotto alcun altro aspetto.

Va giù pesante, un autentico linciaggio – che si conclude con una quasi minaccia. Che vergogna e schifo, questi giovani pennivendoli stipendiati direttamente da Berlusconi per infangare i suoi avversari e i suoi giudici.

I Facci, Socci, Feltri jr, Buttafuoco, Telese, gente che scrive bene, oh sì! Incanta chi li legge - come cobra. Sicari senza morale, attenti solo alla carriera e al soldo – mercenari pronti a far fuoco su chiunque gli venga additato dal padrone o dal direttore.

E questa sarebbe la Destra italiana, la Destra culturale – i testi sui quali si dovrebbero formare i giovani, perlomeno i giovani giornalisti.

Verrebbe voglia di ripetere “non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Purtroppo, però, quando cammini sui marciapiedinon sempre ti riesce di schivare tutti gli stronzi che vi giacciono.

Anche perché sono in aumento.

  

 

postato da ORBOEDEGA | 20:10 | commenti

giovedì, giugno 26, 2003

 

CORRENTE ALTERNATA

Sempre sui BLACK-OUT.

Dalle agenzie apprendo che:

(ASCA): BLACK-OUT: MARZANO, NOSTRO GOVERNO HA FATTO MOLTO PER ENERGIA

/…/Da quando questo governo si è insediato ho fatto 5 interventi normativi in campo energetico, ho autorizzato 12.000 MW in più rispetto ai 1.500 del precedente governo /…/”

e via cantando.

 

Questa è delle 16,44. Alle 17,03, invece, una Adnkronos ci informa che:

 

ELETTRICITA’: LETTA, BLACK-OUT NASCE DA CONTRASTI NEL GOVERNO. EMERGENZA FRuTTO DEL BRACCIO DI FERRO FRA TREMONTI E MARZANO.

 

Naturalmente, a parlare non è Gianni Letta, ma Enrico, Margherita, ex ministro delle Attività Produttive.

 

 

postato da ORBOEDEGA | 21:00 | commenti

 

E te pareva! Arrivano i black-out elettrici e subito gli sciacalli ne approfittano:

(Adnkronos): TOSI (CONSIGLIERE AMMINISTRAZIONE ENEL – Lega): BLACK-OUT NASCE DA NO A NUCLEARE.

Come 2 + 2 fa quattro.

 

postato da ORBOEDEGA | 20:59 | commenti

mercoledì, giugno 25, 2003

 

PREVITI NELLA RETE

Ecco ciò che  mancava al conseguimento della nostra realizzazione spirituale: il sito personale di Cesare Previti!

www.previti.it.

Da non perdere!

Come da non perdere è l’acceso dibattito sul Barbiere della Sera:

http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=8063.

Per leggere i commenti, dovete farlo in orario (+ o -) 10 – 19.

 

postato da ORBOEDEGA | 19:02 | commenti

 

IL KIT DEL PATRIOTA

Gira per Roma un mensile intitolato Azzurro, ma nero dentro. Apprendo da esso questa bella iniziativa.

Il presidente della regione Lazio, al secolo Storace, ha regalato ad alcuni alunni di 5° elementare (in rappresentanza di tutti gli alunni di 5° elementare della regione) “una confezione nella quale hanno trovato una Bandiera italiana, una copia della nostra Costituzione, un volume sulla storia dell’Inno di Mameli e un CD dell’Inno italiano ed europeo”.

Il ‘kit del patriota’ lo definisce il giornale.

Già, quei patrioti che militano in un governo che da due anni sta calpestando in tutti i modi quella Costituzione che ipocritamente Storace regala agli alunni.

Quella Costituzione che a lui e ai suoi padri non piace sicuramente – e che, in cambio dell’appoggio offerto alla banda avvocatizia di Berlusconi – quanto prima cercheranno di riformare radicalmente.

Da veri gladiatori patriottti.

 

postato da ORBOEDEGA | 00:15 | commenti

lunedì, giugno 23, 2003

DAL PETROLIO DELLA DITTATURA AL PETROLIO DELLA LIBERTA’

 

Un’agenzia di stampa non è solo un diffusore di notizie: produce anche cultura.

Ecco allora che l’ADNKronos del signor Giuseppe Marra (n arte Pippo) ha organizzato a Roma, per il 25 giugno p.v., questa interessante conferenza:

 

“DAL PETROLIO DELLA DITTATURA AL PETROLIO DELLA LIBERTA’.

Meeting internazionale sugli effetti politici ed economici della guerra in Iraq”.

 

L’iniziativa si svolge in collaborazione (mava’!) con il ministero degli Affari Esteri – e il ministro Frattini introdurrà i lavori.

Altri relatori italiani saranno il prof. Mario Deodori (in qualità di studioso di storia americana) e l’on. Urso, il vice di Marzano.

 

Servono commenti sulla guerra per liberare il popolo irakeno ecc. ecc.?

 

P.S. apprendo dal pieghevole di presentazione dell’iniziativa che esiste una ‘Giuseppe Marra Communications’ , proprietaria della ADNKronos. Più megalomane di Berlusconi, che Mediaset mica l’ha chiamata Berluscaset.

 

postato da ORBOEDEGA | 20:45 | commenti

domenica, giugno 22, 2003

 

LA RISSA E’ SOLO ROSSA.

PAROLA DI LA RUSSA?

Il prossimo vertice di maggioranza – vuoi nel ripostiglio della villa di Arcore, vuoi nel sottoscala di palazzo Grazioli a Roma – rischia di trasformarsi in una autentica scazzottatura tra ministri. E non solo in senso metaforico.

Il Napoleone della Brianza avrà il suo bel da fare a moderare gli animi dei suoi focosi ronzini,  nonché a convincere gli italiani che ormai siamo lontani anni luce dalle risse del centrosinistra e che qui si tratta solo di costruttiva dialettica interna.

Ma si ricordino, i signori del governo, di quanti soldati anglo-americani sono morti in Iraq colpiti da fuoco amico.

 

postato da ORBOEDEGA | 23:03 | commenti

 

BOSSI IN CLANDESTINITA’?

La Lega attacca violentemente sulla questione clandestini, accusando gli alleati di farle perdere voti con la politica lassista di Pisanu.

Bossi, invece, dovrebbe familiarizzare con i clandestini, far tesoro della loro esperienza – dato che tra non molto lui e i suoi seguaci saranno ridotti al rango di clandestini ostrogoti in Italia.

 

postato da ORBOEDEGA | 23:03 | commenti (1)

 

BORGHEZIO, ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA LA SCIMMIA E L’AMEBA.

E’ noto che il leghista Borghezio – tubo di scappamento del thimk tank bossiano – da un po’ di tempo sale sulle carrozze dei treni, entra negli scompartimenti dove si trovano seduti extracomunitari; li fa alzare e poi pulisce il sedile dove essi sedevano.

Le cronache dimenticano di narrare che Orchezio, esponente di punta della borghezia padana pstlobotomizzata, mettendo a frutto l’esperienza politica maturata nel rapporto governativo del suo partito con il Cavaliere, per compiere tale operazione usa la lingua.  

 

postato da ORBOEDEGA | 23:02 | commenti

 

IO MI SENTO SEMPRE MENO ITALIANO

Ciampi ha firmato: il lodo Schifani-ex Meccanico è legge dello Stato.

Quella firma l’ja voluta apporre molto in fretta, senza troppo rifletterci, come sempre quando si tratta di opera di ingegno. O forse aveva paura che, tenendola troppo fuori dal frigorifero, cominciasse a puzzare.

 

Vogliamo riascoltarci l’ultimo Gaber, morto intuendo la vergogna futura, ma risparmiandosene la concretizzazione?

IO NON MI SENTO ITALIANO

 

Io G. G. sono nato e vivo a Milano.

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Mi scusi Presidente

non è per colpa mia

ma questa nostra Patria

non so che cosa sia.

Può darsi che mi sbagli

che sia una bella idea

ma temo che diventi

una brutta poesia.

Mi scusi Presidente

non sento un gran bisogno

dell'inno nazionale

di cui un po' mi vergogno.

In quanto ai calciatori

non voglio giudicare

i nostri non lo sanno

o hanno più pudore.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Mi scusi Presidente

se arrivo all'impudenza

di dire che non sento

alcuna appartenenza.

E tranne Garibaldi

e altri eroi gloriosi

non vedo alcun motivo

per essere orgogliosi.

Mi scusi Presidente

ma ho in mente il fanatismo

delle camicie nere

al tempo del fascismo.

Da cui un bel giorno nacque

questa democrazia

che a farle i complimenti

ci vuole fantasia.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Questo bel Paese

pieno di poesia

ha tante pretese

ma nel nostro mondo occidentale

è la periferia.

 

Mi scusi Presidente

ma questo nostro Stato

che voi rappresentate

mi sembra un po' sfasciato.

E' anche troppo chiaro

agli occhi della gente

che tutto è calcolato

e non funziona niente.

Sarà che gli italiani

per lunga tradizione

son troppo appassionati

di ogni discussione.

Persino in parlamento

c'è un'aria incandescente

si scannano su tutto

e poi non cambia niente.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Mi scusi Presidente

dovete convenire

che i limiti che abbiamo

ce li dobbiamo dire.

Ma a parte il disfattismo

noi siamo quel che siamo

e abbiamo anche un passato

che non dimentichiamo.

Mi scusi Presidente

ma forse noi italiani

per gli altri siamo solo

spaghetti e mandolini.

Allora qui mi incazzo

son fiero e me ne vanto

gli sbatto sulla faccia

cos'è il Rinascimento.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Questo bel Paese

forse è poco saggio

ha le idee confuse

ma se fossi nato in altri luoghi

poteva andarmi peggio.

 

Mi scusi Presidente

ormai ne ho dette tante

c'è un'altra osservazione

che credo sia importante.

Rispetto agli stranieri

noi ci crediamo meno

ma forse abbiam capito

che il mondo è un teatrino.

Mi scusi Presidente

lo so che non gioite

se il grido "Italia, Italia"

c'è solo alle partite.

Ma un po' per non morire

o forse un po' per celia

abbiam fatto l'Europa

facciamo anche l'Italia.

 

(aggiungo io:

 

Mi scusi presidente

lo so che coabitare

col truce cavaliere

non è un gran bell’andare.

Ma se non firmavate

-                è bene lo sappiate –

vi avremmo perdonato

magari anche la Serbia)

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo

per fortuna o purtroppo

per fortuna

per fortuna lo sono.

 

Già, lo era – lo è stato.

Il peggio è per noi che lo siamo.

 

postato da ORBOEDEGA | 12:11 | commenti (3)

giovedì, giugno 19, 2003

 

LA PACE FINANZIA LA GUERRA

Come si finanziano le operazioni di mantenimento dsella pace o umanitarie che dir si voglia (cioè i nostri soldati in Iraq)? Non certo con nuove tasse, che già siamo un po’ sotto con le promesse elettorali.

Basta un giochetto semplice semplice, che alla grande maggioranza del Paese resterà del tutto ignoto – e comunque non gliene fregherebbe ugualmente più di tanto.

Si tolgono i fondi alle ONG destinati alla cooperazione – et voilà!

Certo, se ci pensi bene, è giusto: in Iraq stiamo facendo  investimenti di una certa portata, rilanciamo il nostro export: smerciamo pace, democrazia e benessere.

Un investimento è naturale che preveda dei costi. Se a smenarci sono le ONG … ma quanti credete che in Italia sappiano di cosa si tratta?!

 

postato da ORBOEDEGA | 20:58 | commenti

 

BERLUSCONI PERDE PEZZI.

GROSSI

 

 Vito Tanzi, sottosegretario al ministero del Tesoro, Finanze ecc. ecc. è sceso dal carrozzone del governo.

Per carità, è un tecnico con le palle voltate a destra – uno però che, quando è entrato nel governo, non pochi hanno storto il naso, dato il suo alto profilo.

Ora se ne va – e non certo perché è stanco come l’esaurito De Bortoli.

A questo punto, se facciamo un paio di conti, il tanto tenuto - e sempre negato –rimpasto, Berlusconi l’ha già fatto. In due anni di governo se ne sono andati, a vario titolo:

1.                              due ministri = Ruggiero e Scajola

2.                              tre sottosegretari = Sgarbi, Taormina e appunto Tanzi.

Da notare che, se si esclude il fatuo belvittorio, gli altri 4 non militavano certo in ministeri di serie B. Anzi!!!

postato da ORBOEDEGA | 20:56 | commenti

martedì, giugno 17, 2003

 

C’è Berlusconi in TV, nel suo show al processo SME. A me è tornato in mente un testo di De Andrè, tratto da STORIA DI UN IMPIEGATO.

Rileggetelo. A me è parso a dir poco inquietante, sia volendolo riferire a Berlusconi che più in generale.

 

SOGNO NUMERO DUE

Imputato ascolta,

noi ti abbiamo ascoltato.

Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo

piantata tra l'aorta e l'intenzione,

noi ti abbiamo osservato

dal primo battere del cuore

fino ai ritmi più brevi

dell'ultima emozione

quando uccidevi,

favorendo il potere

i soci vitalizi del potere

ammucchiati in discesa

a difesa

della loro celebrazione.

E se tu la credevi vendetta

il fosforo di guardia

segnalava la tua urgenza di potere

mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge

quello che non protegge

la parte del boia.

Imputato,

il dito più lungo della tua mano

è il medio

quello della mia

è l'indice,

eppure anche tu hai giudicato.

Hai assolto e hai condannato

al di sopra di me,

ma al di sopra di me,

per quello che hai fatto,

per come lo hai rinnovato

il potere ti è grato.

Ascolta

una volta un giudice come me

giudicò chi gli aveva dettato la legge:

prima cambiarono il giudice

e subito dopo

la legge.

Oggi, un giudice come me,

lo chiede al potere se può giudicare.

Tu sei il potere.

Vuoi essere giudicato?

Vuoi essere assolto o condannato?

 

 

 

postato da ORBOEDEGA | 23:32 | commenti

Il nostro grande ministro delle Attività Produttive, Marzano, oggi alla Camera ha affermato - seriamente - che la crisi è alle porte e la ripresa è già in atto.

Perchè? semplice: il black-out a Roma, provocato non dall'abuso di condizionatori a causa dell'afa, ma dal superlavoro delle imprese.

Peccato che ieri 16 giugno fosse domenica.

 

postato da ORBOEDEGA | 00:06 | commenti

sabato, giugno 14, 2003

DAGO - CHI - SPIA?
Sempre più spesso si sente parlare di questo sito, ora diventato anche un settimanale cartaceo - distribuito, guarda te, da Panorama.
Pare che lì si trovino pettegolezzi, indiscrezioni maldicenze di ogni tipo e su di tutti. Una specie di Novella2000 , ma più carognesca.
Il dato inquietante è come giungano lì le notizie: pagano qualcuno per farlo cantare? Ricevono soffiate interessate? C’è dietro un’orchestrazione ben precisa?
Certo è che oggi uomini politici, gente di spettacolo, imprenditori temono di finire nelle sue grinfie - ma nello stesso tempo hanno bisogno di essere citati lì sopra, perché in caso contrario vuol dire che sei una merda (vedi caso mio).
Insomma: chi vuol far uscire un’indiscrezione per farla sporca a qualcuno, oggi sa di avere a disposizione una latrina di prim’ordine, sui cui muri scrivere tutte le parolacce e le frasi che vuole.

postato da ORBOEDEGA | 21:58 | commenti

GIANNI LETTA, UOMO FARO DEI COMUNISTI RIFORMATI.
Settimana scorsa Dagospia (che non leggo: la segnalazione mi è giunta da un amico) ha spifferato che a Milano si sarebbe tenuta una cena tra vip organizzata da Velardi (uomo di D’Alema, editore del Riformista) per festeggiare non so che anniversario della sua società.
Per evitare che si continui a dire che i comunisti sono settari, ha invitato molta gente dell’altra sponda - gli addetti alle relazioni esterne di grosse società. Più politici, gente Rai e non so chi altro. La cena si è regolarmente svolta, con la partecipazione, tra gli altri, di Gianni Letta.
Pare che nel corso della serata (e, non avendolo scritto Dagospia, dovrebbe essere vero) Velardi abbia coram populo proclamato la sua ammirazione per Gianni Letta, suo modello di riferimento. Aggiungete a questo le voci insistenti sull’ l’ingresso nella proprietà del Riformista di una società legata a Berlusconi - e poi spiegatemi come ci si può ancora fidare di D’Alema e dei suoi delfini (o pescecani?).

postato da ORBOEDEGA | 21:58 | commenti

O QUANTE BELLE CORRENTI, MADAMA DORE’
La Margherita è nata dalla fusione tra Popolari, rutelliani, prodiani e amminicoli vari. C’è voluto un po’ di tempo, ma parevano proprio esserci riusciti.
Bene, che sta succedendo ora? Il solito vizietto degli italiani: stanno nascendo le correnti all’interno del neonato partito. Rutelli, dato per perdente, sta allestendo la sua squadra per resistere.
Così ci sarà la guerra per la leadership - che sarà soltanto il preludio di quella per la leadership all’interno dell’Ulivo - e parallela a quella all’interno dei DS. E Berlusconi se la gode e ringrazia.

postato da ORBOEDEGA | 21:56 | commenti

venerdì, giugno 13, 2003

 

 

PERCHE’ SI’

Frega niente a nessuno, ma io faccio ugualmente la mia dichiarazione di voto per il referendum.

Su quello per gli elettrodotti, la disinformazione è pressoché totale. Potrei finire col votare SI’ soltanto perché un’eventuale vittoria costringerebbe almeno ad affrontare più seriamente il problema, non tanto delle servitù, quanto dell’elettrosmog.

ART. 18. E’ una posizione ibrida, la mia, forse poco realistica e costruttiva – ma quando si è in guerra conta essere pragmatici. E oggi siamo in guerra (nel senso … pacifico del termine!) con arroganti che oltre alla flessibilità e alla mobilità e a tutto il resto sarebbero ben felici di poter licenziare in lungo e in largo con o senza giusta causa, solo in vista dei loro personali interessi.

Quindi, il mio voto sarà un voto politico, con la speranza di dare un’altra bottarella al traballante carrozzone della Destra al governo.

Non credo, realisticamente, che si potrà arrivare all’estensione dell’art. 18 sotto i 15 dipendenti; ma vorrei ugualmente che venisse ribadito il concetto che il lavoro è un diritto e che prima di negarlo ci vogliono motivi più che seri.

Resto dell’idea, come molti, che sarebbe stato meglio evitarlo, questo referendum che spacca il centrosinistra; ma ormai c’è e non sarebbe male ribadire all’arroganza padronale che non si risolve il problema dell’occupazione andando a toccare l’art. 18.

Quindi, voterò SI’.

 

postato da ORBOEDEGA | 10:39 | commenti (4)

mercoledì, giugno 11, 2003

 

TUTTO COME PRIMA.

MENO DI PRIMA.

Berlusconi e la Destra non hanno perso le elezioni. Giusto: la provincia di Roma è solo una delle oltre 100 e il Friuli solo una delle 20 regioni. Pescara, poi, uno dei tantissimi comuni italiani.

Niente di che, insomma. Poi, si sa che le amministrative penalizzano sempre chi governa; tant'è che a perdere è stata soprattutto la Lega (asse Bossi-Tremonti).

Comunque, si trattava solo di banali amministrative, come provano le due visite di Berlusconi a Brescia e quella a Trieste, accompagnata da un bombardamento telefonico a tappeto sugli utenti telefonici perché andassero ad omaggiare il Capo.

Non fossero state semplici amministrative, nemmeno si spiegherebbe perché sempre Berlusconi abbia tanto insistito sui temi della Giustizia e tanto implorato perché si impedisse ai comunisti di governare.

Quindi, archiviata questa noiosa pratica, tutto torna come prima.

Quindi, restano il conflitto d’interessi; i processi per gravi atti contro la morale politica; l’immunità parlamentare; l’attacco al mondo del lavoro ecc.

Sì, tutto resta come prima. Chissà allora perché noto un certo tremolio nella voce di Berlusconi, quando afferma che in caso di elezioni politiche vincerebbe ancora lui….?

 

postato da ORBOEDEGA | 10:22 | commenti

 

IL RIFORMISTA IN EDICOLA

Oggi, in edicola, piacevole sorpresa: in mezzo ai soliti quotidiani della destra, spicca (si fa per dire, data la diffusione da bollettino parrocchiale), il Riformista.

I quotidiani della destra, si sa, escono per salvaguardare il fondamentale principio di democrazia: lo sciopero deve essere libero e, quindi, per dimostrare che la Sinistra lo impone ai suoi giornali, quelli di destra devono uscire. E’ noto, invece, che in giornali come Libero, il Giornale ecc. la libertà di aderire allo sciopero è massima. Poco importa che direttori e proprietà siano ferocemente schierati contro.

Che c’entra in tutto ciò il Riformista? Loro sono usciti per salvaguardare la pluralità dell’informazione, evitare che oggi il panorama giornalistico fosse monopolizzato dalla destra.

L’hanno fatto per noi, insomma.

Grazie, Velard’alema, ce ne ricorderemo.

 

postato da ORBOEDEGA | 10:21 | commenti

Per chi abita a Milano, segnalo:
 
Milano 10 Giugno
COMUNICATO STAMPA
ACTION for PEACE


ROAD MAP … UNA  STRADA VERSO  DOVE ?
Per saperne di più e discuterne  insieme

INCONTRO PUBBLICO: GIOVEDI  12  GIUGNO  H. 21  C/O  CAMERA DEL LAVORO

Con interventi di :

AMIN NABULSI, Rappresentante Autorità Palestinese in Italia
TAMAR GOZANSKYex parlamentare,pacifista e cofondatrice del “Israeli Social Forum”
MICHELA SECHI, Giornalista di Radio Popolare di ritorno dalla Palestina

Testimonianze e collegamenti dalla Palestina
Presentazione delle Campagne di Action for Peace 2003
contro la costruzione del  “muro della vergogna” e per
la sospensione degli accordi di associazione
commerciale UE/Israele.




















postato da ORBOEDEGA | 10:13 | commenti

martedì, giugno 10, 2003

Oggi sciopero anche io!

Leggete questo articolo, tratto dal Barbiere della Sera:

 

UNO SCIOPERO CHE CI PIACE
di Bds

La protesta di oggi dei giornalisti è politica, certo, mica per l’aumento di stipendio

Il senatore di Alleanza Nazionale Michele Bonatesta dice che lo sciopero dei giornalisti tende ad accreditare l’idea che in Italia ci sia “un regime instaurato da un dittatore che minaccia la libertà di stampa” e il direttore del Foglio Giuliano Ferrara dice che lo sciopero è “demenziale, farsesco e grottesco”.

Il direttore di Libero Vittorio Feltri dice invece che lo sciopero non serve perché i giornalisti sono schiavi. “Tra la schiavitù di un sindacato asservito alla sinistra e la schiavitù nei confronti del lavoro scegliamo la seconda”.

Nella migliore delle ipotesi i colleghi che aderiranno allo sciopero indetto dalla Federazione della stampa sono dunque accecati dall’odio politico (Bonatesta), dementi (Ferrara) e schiavi (Feltri).

Grazie, simpatici.

Ora che abbiamo ringraziato possiamo dire perché il Barbiere della Sera aderirà allo sciopero proclamato dalla Federstampa (chi vuole aderire, naturalmente).

Per tre motivi, ben rappresentati dalle rispettabili persone citate qui sopra.

Che esista un politico che senta l’obbligo, come il senatore Bonatesta (ma per carità, ce ne sono a bizzeffe anche a sinistra) di spiegarci quali scioperi sono giusti e quali sono sbagliati, già ci fa venire l’orticaria.

Quando poi il medesimo senatore non si rende conto, prima di parlare, che in Italia una buona parte dei giornalisti, i famosi cani da guardia del potere, prendono lo stipendio dal presidente del consiglio, da suo fratello, e perfino da sua moglie, allora siamo proprio alla frutta e forse anche all’ammazzacaffè. E questo è il primo motivo.

Ferrara ci spiega che si tratta di una farsa. A molti, in questo Paese sembra invece che se il più grande settimanale d’informazione come Panorama si sente in dovere di rimettere i capelli in copertina a un capo del governo pelato, la soglia della farsa è già stata varcata da un pezzo. E questo è il secondo.

Il terzo riguarda Vittorio Feltri. Si può avere simpatia per i corsari, ma cosa autorizza il direttore di Libero a dire che chi sciopera è schiavo di un sindacato asservito alla sinistra? Il terzo motivo, dunque, riguarda quel minimo di rispetto che i giornalisti debbono portare agli altri e avere per se stessi.

Lo sciopero di domani è uno sciopero politico, certo, mica per l’aumento di stipendio. E’ (almeno speriamo che sia) uno sciopero contro il controllo dei grandi mezzi di informazione televisivi da parte del governo e del suo capo.

E’ (almeno speriamo che sia) uno sciopero per ricordare a tutti che il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi fa paura e fa paura l’indifferenza con cui questo problema è scivolato in qualche scantinato della memoria della coalizione politica che ci governa.

E’ (almeno speriamo che sia) uno sciopero per spiegare che una situazione in cui Mediaset e Rai divorano quasi per intero le risorse pubblicitarie che offre il mercato, è inaccettabile.

La Fnsi afferma che questo è uno sciopero per la libertà di stampa. Bè, voi sapete che il Barbiere della Sera ha pubblicato centinaia di interventi critici nei confronti delle scelte della Fnsi, ma stavolta siamo d’accordo.

C’è libertà di stampa in Italia? Certo che sì. Uno va in tribunale, registra una testata e fa un giornale o una Tv.

C’è libertà di informazione in Italia. No che non c’è. E non potrà esserci fino a quando l’influenza di chi governa, l’influenza di un uomo solo sui mezzi di comunicazione di massa, politica ed economica, non sarà stata drasticamente ridimensionata.

Il Barbiere della Sera, dunque, partecipa alla protesta dei giornalisti italiani. E vi propone un bel testo scritto dal nostro Ivan Denisovic per l’occasione. Leggetelo e pensateci su. Se vi va.

Bds

 









































postato da ORBOEDEGA | 12:25 | commenti (2)

lunedì, giugno 09, 2003

 

CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Gli Stati Uniti, lo sappiamo tutti, non hanno voluto aderirvi – e già questo fatto è grave. Dal momento che sono loro i primi a sbraitare contro i Bin Laden, i Saddam e compagnia cantando (ma non scordiamoci MAI che quei due erano loro burattini).

C’è di peggio, purtroppo: hanno lavorato - e  stanno lavorando – in modo sporco per farne star fuori paesi piccoli e poco stabili economicamente.

Non vi immaginate come? Con trattati bilaterali che prevedono aiuti economici e militari da parte degli USA.

L’obiettivo, dichiarato, è quello di garantire l’impunità a qualsiasi cittadino statunitense che commetta qualsiasi genere di crimine all’estero.

L’obiettivo vero: impedire che i militari yankee possano essere perseguiti per crimini commessi in nome dei superiori interessi della loro nazione (vedi Vietnam, per citarne solo uno a tutti noto).

Altro che barbarie tribali, fanatismo religioso e arretratezza culturale!

Quel che non capisco è perché nessuno ne chieda pubblicamente conto ai tanti (falsi) disinteressati amici degli Usa che da noi si stracciano le vesti ogni volta che si punta il dito sulla prepotenza e tracotanza dei loro beniamini.

 

postato da ORBOEDEGA | 09:41 | commenti (2)

 

CIAMPI-LETTA: ROSSELLA VIA DA SOLFERINO!

Circolano insistentemente voci – in merito alla vicenda De Bortoli-Corriere – che la nomina a direttore di Folli sia stata frutto di un compromesso – o meglio di una delicata operazione di persuasione. Condotta, sempre  stando ai rumors capitolini, addirittura dal tandem Ciampi-Gianni Letta e tesa a scongiurare esiti troppo favorevoli ai falchi di casa Berlusconi.

Questo, tanto per smentire chi – in buona o mala fede – continua a sostenere (lui per primo) che De Bortoli se ne sia andato per stanchezza.  

Se non intervenivano i due suddetti, Rossella poteva finire a pilotare la corazzata di via Solforino!

Che bel panorama, il mondo dell’editoria italiano!

 

postato da ORBOEDEGA | 09:41 | commenti

sabato, giugno 07, 2003

CONFLITTO DI INTERESSI? MAVALA'!!!

Leggetevi un po' questo articolo tratto dal Barbiere della Sera. I numeri e i fatti contano molto più di tante chiacchiere

http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=7806

postato da ORBOEDEGA | 22:29 | commenti

venerdì, giugno 06, 2003

 

PAR CONDICIO

La Sinistra si era lamentata perché l’ultima puntata di Excalibur si era trasformata in uno show personale di Berlusconi, al solito senza contradditorio.

Non solo: quella che doveva essere la chiusura della campagna elettorale per le amministrative si era trasformata in un violento atto di accusa nei confronti di Prodi per la vicenda SME.

Il CDA Rai – pur non costretto da nessuno – ha voluto concedere la parola anche agli imputati  processati da Berlusconi in quella occasione, ma Prodi e De Benedetti si sono rifiutati.

Il CDA, mostrando una pazienza e una volontà democratica senza pari, ha voluto insistere. Ne è nata una trasmissione andata in onda ieri sera su Rai2:

1.                             alle 23 circa

2.                             non in studio, ma con interviste registrate e senza dibattito;

3.                             con Micheli e Pisapia da un lato e Pomiicino e Belpietro dall’altro (praticamente Berlusconi ha schierato a sua difesa il suo Giornale);

4.                             una trasmissione anonima, non si sa bene come e quanto pubblicizzata.

Salvata la forma, ma non la faccia.

 

postato da ORBOEDEGA | 19:54 | commenti (1)

giovedì, giugno 05, 2003

 

FRA’ MARTINO DIFENDE L’ITALIA. IL CARRO AMATO DIFENDERA’ LA NATO?

Il ministro Martino non farà più il segretario generale della Nato. Nonostante gliel’avesse chiesto personalmente un’aaaaaaalta carica dell’amministrazione USA (chi pensavate lo decidesse?), si è visto costretto a rinunciare. L’ha comunicato intonando un vecchio successo dei Pooh: “Il mio posto è qua”. Il dovere, solo il senso del dovere l’ha spinto ad anteporre la cura della sua parrocchia a quella della diocesi.

La Difesa italiana ha bisogno di lui! Basta ascoltare (a microfoni spenti) un po’ di ufficiali per rendersi conto di come non possano più vivere senza fra’ Martino, della sua competenza ed applicazione.

 

Le malignità sono come le ciliegie: una tira l’altra. Il Riformista (dall’alto delle sue 3-4.000 copie vendute) butta lì la candidatura di Giuliano Amato, capostipite degli attuali riformaroli italiani.

Sarà un caso che tra i papaveri del Riformista e l’intellighentsja (?) berlusconiana ci siano alcuni punti di contatto (collisione?)? certamente il Cavaliere, Gran Lecchè della Casa Bianca, ci potrà mettere una buona parola in favore del Giuliano amato dai riformisti dalemian-velardiani (per il Berlusca, basta che ti chiami Giuliano …).

Magari in cambio ci può scappare un qualche occhio chiuso sulle vicende giudiziarie in corso, vedi lodo Meccanico-Schifani …..

Va da sì che sarò ben felice di essere smentito dai fatti.

 

postato da ORBOEDEGA | 18:56 | commenti

BLITZ BOLSCEVCICO ALLA RAI

Michele Santoro (comunista) è stato reintegrato alla Rai per ordine di un giudice (razza comunista).

Il CDA Rai, giustamente, ha preso posizione contro il provvedimento, che è lesivo della libertà d’impresa: 4 voti favorevoli e 1 contrario.

Ci credereste? Contraria l’Annunziata, presidente del CDA e comunista (absit iniuria verbis).

Come sempre, i conti tornano – e come sempre Berlusconi ha ragione: Giustizia e informazione sono nelle mani dei comunisti.

Non per niente l’Annunziate è una delle colonne del Riformista, noto fogliaccio bolscevico.

 

postato da ORBOEDEGA | 18:51 | commenti

lunedì, giugno 02, 2003

 

RETE4 E FURTI DI ETERE 

 Questo testo è molto lungo, lo so, ma l’ho ricevuto così anch’ io.

Leggetelo a brani.

 

 

Arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la decisione della Corte
Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre tv.
Nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non potesse detenere
piu' di due reti, e che,  finche' non ci fosse stato un "congruo sviluppo" via satellite
e cavo, Rete4 avrebbe potuto continuare a trasmettere via etere, quest'ultima decisione in
palese contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale che aveva deciso per
un termine definitivo entro l'agosto 1996.
D'Alema, una volta diventato capo del governo, decide di risolvere la
questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni delle reti nazionali. La commissione
nominata dal Ministero e' presieduta da un avvocato di Mediaset. Berlusconi
si aspetta che finalmente possa detenere legittimamente, con un regolare mandato dello
Stato, le sue tre reti e relative frequenze.
Nel luglio 1999 si svolge questa gara d'appalto, per partecipare si
richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno riuscira' a scombinare i giochi.
Invece, colpo di scena.
Arriva un tipo con uno scatolone enorme pieno di documenti e dice: "Buon giorno sono
Francesco Di Stefano di Europa 7, vorrei due reti nazionali, grazie."
Panico! E chi e' questo? E' pazzo? No, non e' pazzo, e' il loro peggior incubo. Iniziano a
mettergli i bastoni tra le ruote: "Le manca il certificato 3457!" "No e' qui!" "Il
modulo 13 bis compilato in 8 lingue?" "Ne ho due, bastano?" Ma poi trovano la furbata: "Il
bando di gara richiede di avere 12 miliardi di capitale versato per rete, lei ne ha solo 12, puo'
chiedere una sola tv."

"Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "dodici miliardi sono per concorrere non per ognuna delle due frequenze". Ricorre al Tar e poi al Consiglio di Stato e vince.
Insomma alla fine gli devono dare una concessione per una rete nazionale e
presto anche una seconda perche' ne ha diritto e a Berlusconi ne tolgono una, non che la debba
chiudere, deve traslocarla sul satellite che ormai e' ricevuto da 18 milioni di italiani.
Ma a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente. Evidentemente
lui deve essere uno che da piccolo lo allenavano ad abbattere i muri con la cerbottana
perche' avvia una serie di procedimenti giudiziari spaventosa.
Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali, Commissione Europea.
E vince tutti i ricorsi, tutti gli appelli, tutte le perizie.
E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002, sentenze
numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che:
- Retequattro, dal 1 Gennaio 2004  dovra' emigrare sul satellite
- le frequenze resesi disponibili dovranno essere assegnate a Di Stefano!
L'avete sentito dire al telegiornale?

Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa storia e ci ha
risposto con un lieve sorriso: "Nonostante siano trascorsi ben nove anni dalla decisione della Corte Costituzionale Mediaset continua a detenere e utilizzare appieno tre reti nazionali su un totale di sette concessioni assegnate sulle undici assegnabili (comprese
quelle Rai).

Il fatto che un soggetto, a cui e' stata data una concessione (in concessione
si da' un bene pubblico, in questo caso le frequenze), non riceva poi materialmente il bene e' un
avvenimento che non ha precedenti al mondo.

Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto
richiesta di due concessioni, una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e'
stato un diniego, in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del
requisito del capitale sociale. Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto esistente il
requisito del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una seconda oncessione, anche
se il Ministro Gasparri prende tempo.

Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le
trasmissioni, si e' dotata di una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di
registrazione per le proprie eventuali produzioni, di una library di oltre 3000 ore di programmi
e di tutto cio' che e' necessario per una rete televisiva nazionale con 700 dipendenti.
Questa preparazione e' stata necessaria poiche' la legge stabilisce che, entro sei
mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente ha l'obbligo di
iniziare le trasmissioni. Attualmente Centro Europa 7 e' una societa' praticamente
ferma, non ha alcun introito, poiche' non e' stata messa in condizione di operare, ma ha avuto, e continua ad avere, pesanti oneri per la gestione della struttura, l'adeguamento della library,
l'adeguamento tecnologico, le ingenti spese legali, i costi dei
dipendenti..."
Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo per salvare Rete 4. Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1, realizza in pratica un condono
riconoscendo il diritto di trasmettere a "soggetti privi di titolo" che occupano
frequenze in virtu' di provvedimenti temporanei, discriminando cosi' le imprese come Europa 7 che
hanno legittima concessione, il tutto sempre al fine di salvaguardare Retequattro. Infatti, quest'ultima
potra' continuare a trasmettere, in barba alla sentenza del '94 e del 2002
della Corte Costituzionale e della legge 249/97, pur non avendo ormai da quasi quattro anni la
concessione, mentre Europa 7 non potra' mai trasmettere, dimenticando che
nel luglio 1999 c'e' stata una regolare gara dello Stato per assegnare le concessioni, gara
persa da Retequattro e vinta da Europa 7.
Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento del diritto.
In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) puo' continuare
tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7), perde definitivamente tale diritto.
Non vi sembra straordinario?
Travolti da un miracoloso afflato civico i deputati del Polo bocciano alla Camera dei
Deputati il decreto Gasparri proprio laddove vuol tagliare la gola a Europa 7.
E' chiaro che le urla di Berlusconi di questi giorni sono anche per
ricompattare i suoi, che se lo mollano adesso... Ora bisogna vedere cosa fa il Senato... e poi la legge deve
tornare alla Camera...
E poi bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del genere.
Saremmo all'oltraggio definitivo del concetto stesso di stato di diritto.
Un conto e' fare una legge per non finire in galera, un conto e' fare una
legge per prendersi qualche cosa che appartiene a un altro.

Si comincia cosi' e poi si pretende il
Jus Primae Noctis.
Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo momento si sta
giocando una partita incredibile. Se questa legge passa quel che e' tuo e' suo.
Vedi tu se riesci a far girare questa mail. Che secondo me anche solo se si sa in internet
un po' li rende nervosi...
Che poi casomai gli viene di fare un altro passo falso...
Che internet non conta niente in borsa ma siamo comunque una decina di
milioni...

tratto da
DarioFo& FrancaRameNew