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lunedì, settembre 29, 2003
NOTTE BIANCA TELECOMANDATA? Non riesco a non pensarci: perché tutta quella gente, nella Notte Bianca: gli spettacoli per strada? Le sale cinematografiche aperte non-stop? I bar e i ristoranti (ma non tutti) che ti servivano ad orari solitamente proibitivi? I mezzi di trasporto gratuiti? Tutto questo insieme più la novità? Erano soprattutto – per non dire: quasi soltanto – giovani e giovanissimi, già abituati ad essere animali notturni. Noi – mia moglie e io – ci siamo fatti queste riflessioni: si sta così male, che si accettano le forme di divertimento proposte anche a prezzo di disagi non indifferenti? Com’è che appena qualcuno dall’alto fa balenare la possibilità di una qualche forma di divertimento ‘diversa’ sono moltissimi quelli che ci si fiondano? Siamo una società nella quale si vive così bene, che possiamo permetterci Il lusso di investire tutte le nostre energie sul divertimento? Possibile che ci vada sempre bene tutto ciò che ci viene proposto in tale ottica? Insomma: siamo ancora il popolo bue del ‘panen et circenses’? Vorrei tanto poter sentire molti pareri - ma temo che dovrò farlo in altra sede, visti i precedenti di questo blog.
ROMA, LA FOLLE FOLLA DI UNA NOTTE IN BIANCO …..e d’improvviso scopri d’essere invecchiato. Sabato notte, 27 settembre - la ‘Notte bianca’ di Roma. Siano a cena da amici, poco lontano da S.Giovanni in Laterano. La tentazione è forte: usciti da casa loro appena trascorsa mezzanotte, ci inoltriamo a piedi verso il Colosseo. Siamo tranquilli: Veltroni ha preannunciato metrò e autobus a iosa. Già imboccare via dei SS. Quattro in direzione del Colosseo non è uno scherzo da ragazzi – ma da qui in avanti diventa quasi una lotta contro la marea di formiche impazzite che – non capisco perché – ci rema contro. ‘fendere la folla’ rende poco bene l’idea della fatica che compiamo. Marciapiedi brulicanti di umani vaganti non si capisce verso dove; le strade, già rimpicciolite da ‘parcheggio selvaggio’, sono ugualmente invase dalle auto che stentano a trovare un varco. Il Colosseo è circondato da orde di barbari vocianti che reclamano perché non si riesce più ad entrare. Regolare: in fin dei conti, era come uno stadio, Decidiamo che ne abbiamo avuto abbastanza e che un’ulteriore dose di biancore notturno potrebbe esserci letale. Andarsene, certo: ma dove, ma come? L’alta marea umana ha sommerso ogni luogo. Imbocchiamo via dei Fori Imperiali – e mi vorrei trasformare in rompighiaccio, per farmi largo nel pack. Piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, largo di Torre Argentina. Non avanzavo così lentamente nemmeno quando camminavo in montagna affondando nella neve. Ci viene una quasi nausea della folla, ci interroghiamo sul senso di tutto ciò: non è una manifestazione politica o religiosa, non siamo allo stadio o a un concerto rock: centinaia di migliaia di monadi che vagano nella notte – e quasi non ci si può parlare. Davanti alla Feltrinelli staziona un gigantesco bivacco, le cui propaggini scivolano sulla strada e ti confermano nell’idea che da qui non transiterà mai un autobus, alla faccia delle moltitudini in attesa di Godot. Entriamo in un bar, disidratati – ma anche lui, il bar, è disidratato: hanno finito l’acqua e il proprietario guarda sconsolato e distrutto dalla fatica le decine di giovani che si accalcano. Vorrebbe andarsene, ci dice – ma come fa ad uscire superando quella muraglia umana?! Fino a Castel S.Angelo e poi più in là, a piazza Cavour, dove il cinema Adriano continua a calamitare spettatori per un’ulteriore proiezione notturna. Autobus, nemmeno l’ombra. Da qui in avanti, la folla – l’incubo della folla – svanisce quasi per incanto: rari passanti frettolosi, se mai auto più numerose del solito. Respiriamo, assaporiamo il silenzio – e decidiamo che: mai più! Inizia a piovere; il nostro pensiero va a quel fiume amazzonico che inonda il centro storico di Roma: che succederebbe se, in presenza di un forte temporale, si mettessero tutti insieme a cercare riparo? Entrare in casa e crollare sul letto è un tutt’uno. Non prima di aver dato uno sguardo alla sveglia: le 3,15. Tra poche ore apprenderemo che abbiamo corso il serio rischio di restare chiusi in ascensore. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta.
sabato, settembre 27, 2003
SAVOIA CHI MOLLA! Oddìììììo, mi sono scordato delle nozze del principino di Savoia! … che, se solo me lo ricordo in tempo, un salto ce lo faccio e poi vi descrivo tutta la cerimonia pizzo per pizzo. L’invito? No che non ce l’avevo; ma se mi qualificavo come uno degli oltre 20.000 blogger di Splinder (anche se ormai sputtanato come spammista), vuoi che non mi facevano entrare con tutti gli onori del caso?! Siamo una potenza, con un bacino d’utenza superiore a Dagospia – che Dio gli perdoni tutte quelle notizie infilate tra culi e tette! venerdì, settembre 26, 2003
BOSSI BRUCIATO SUL TEMPO SUL CARROCCIO Piazza della Fontanella Borghese, a Roma, è vezzosa di suo. Ma non è la sua struttura urbanistica, ad attirarmi – o la cornice dei palazzi d’epoca. Sono le bancarelle dei libri usati e vecchi - talora anche d’antiquariato - a farmi precipitare lì con una forza centripeta superiore a quella del Sole. Devi avere molta pazienza, altrettanto tempo e ancor più curiosità – qualcosa di sfizioso, divertente, o interessante prima o poi lo rimedi. Pausa pranzo. Un panino, il caffè e poi il tuffo, lì dove trovi un’accozzaglia a 2 €/2€ e mezzo al pezzo. Tempo fa ho rimediato un ‘quaderno del massone’ di inizi ‘900. Oggi, mi scivola lo sguardo su alcuni numeri di una vecchia rivista: ‘Il Carroccio’. ‘Il Carroccio’?!?! Mi fiondo e leggo sotto il titolo, tra parentesi: ‘The italian review’. Sopra il titolo: September 1924. Bossi nemmeno era nato, mentre già ‘governavano’ gli antenati di suoi attuali alleati. Publication a New York. La curiosità è troppo forte: me ne compero un paio di numeri. Li spulcerò con calma e se troverò spunti curiosi non mancherò di segnalarli qui.
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18:26 | commenti (1)
È opinione comune che Berlusconi piace alla gente comune perché dice ciò che pensa. Il dramma è che non pensa. Ecco perché piace alla ‘gente comune’.
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14:08 | commenti (1)
Mah ...
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13:34 | commenti (4)
BOSSI O DELLA COERENZA Ma tu guarda le coincidenze….. Solo ieri Bossi ha latrato alla grande - nello stile dei ei tempi - andati contro Roma e i vecchi democristiani e i loro complici socialcomunisti, e oggi si leggono notizie di probabili cedimenti della Lega sul tema pensioni – dopo che sia Bossi che Maroni avevano finto di puntare i piedi sulla questione. Morale: se vuoi capire di quanto Bossi prende per il culo i suoi adepti, misura i decibel delle sue prediche. Ovvero: quando vedi Bossi che riveste i panni del padano secessionista, sta’ certo che si appresta ad abbassare la cresta di fronte a Berlusconi.
MI SCUSO – MI GIUSTIFICO Con mia grande – e sincera – sorpresa, mi ritrovo nei commenti questo messaggio: “ma come, cancelli lo spam? ah, sì, si chiama spam, e ha il potere di rendere odioso e squalificare per sempre chi lo fa. Tu ci sei riuscito con un centinaio di blogger in un colpo solo. complimenti.” Trasecolo. Spam?! Non era certo nelle mie intenzioni: mi sono solo permesso di segnalare l’esistenza di uno spazio dove non si vende niente – se mai si offre gratuitamente. Ho visto tante volte, nell’ambito di forum, segnalare l’esistenza di siti no-profit: non solo nessuno si è inalberato, ma personalmente ne ho tratto profitto. E’ così che ho conosciuto due siti ai quali collaboro da anni. Ti fa schifo che io mi sia segnalato in quel modo? Non clickarmi e non succede niente. Mi clicki e non ti interesso? Non ci ritornare, la rete è stracolma di blog di ogni genere e fattura. Del resto, come fai a farti conoscere: con le directory? Figurati …. Ho chiesto di essere inserito in più blog-aggregator e mi è sempre stato risposto picche, quando mi hanno risposto. Ero talmente lontano dall’idea di fare spam, che non ho capito perché mi tornavano indietro i miei messaggi – prova ne è che ho inserito tra i miei link anche chi mi ha preso per uno spammer (vero amico Spiritus, che nemmeno lo saprai?). Comunque, per fortuna – a tutt’oggi – quel centinaio di blogger che mi ha squalificato per sempre – e la mia vita ne resterà sconvolta – non mi ha ritenuto degno nemmeno di uno sputo in faccia: solo in 4/5 hanno respinto il mio messaggio-spam. Invece, se può far dispiacere a qualcuno, negli ultimi due giorni sono aumentati di molto i miei visitatori, a dimostrazione che non tutti hanno travisato le mie intenzioni. Se poi non torneranno, pazienza. In ogni caso, mi scuso con tutti coloro che si sono sentiti spammati – anche se per fare le mie scuse dovrei inviare un identico messaggio a tutti i blog ai quali ho inviato il precedente. E li farei incazzare il doppio.
postato da ORBOEDEGA |
11:24 | commenti (4)
MUSERUOLA E GUINZAGLIO Visti i disastri che combinano ogni volta che aprono bocca, non sarebbe male se la direttiva Sirchia sui cani venisse applicata anche a Bossi e Berlusconi. I loro alleati e i loro consiglieri politici li dovrebbero mandare in giro con la museruola - e Gianni Letta, quando Silvietto suo va all’estero lo dovrebbe tenere anche al guinzaglio. Nell’interesse della coalizione, non certo dell’opposizione.
giovedì, settembre 25, 2003
In questi giorni sto girando tra parecchi blog, giusto per lasciare un volantino autopromozionale. Bè, ragazzi, girano certi gioiellini, in Rete …. Mi vergogno quasi a pubblicizzare questo cesso, di fronte a certe ricercatezze grafiche, armonie di testi e immagini, con spazi ben definiti, rubriche e quant’altro. Mi scuso con chi passerà di qui e avrà l’impressione di trovarsi nella caverna di un troglodita: lo sono, dal punto di vista informatico e grafico. Per giunta, sono pure orbo e con grosse difficoltà a smanettare col PC. Abbiate pazienza: leggete, se vi va, come fosse un antiquato giornale stampato. Grazie postato da ORBOEDEGA |
20:30 | commenti (3)
Riflettendo sul post precedente. Mica sarebbe male somministrare agli elettori di Bossi il seguente questionario: Di fronte all’affermazione di Berlusconi (“Bossi bisogna capirlo, parla ai suoi elettori”), tu, come reagisci? A. m’incazzo B. ha ragione C. non capisco la domanda D. Padania libera! E. Terù di merda Nel caso a prevalere non fosse il punto A., direi che Berlusconi ha ragione. postato da ORBOEDEGA |
20:17 | commenti (3)
E vai che ci risiamo! Bossi tuona che DC, PSI e PCI hanno condotto l’Italia al fallimento? Insiste che Roma è marcia? Berlusconi, come un’ombra, nemmeno invoca l’etilismo, dichiara invece a stretto giro di posta: “BOSSI BISOGNA CAPIRLO, PARLA AI SUOI ELETTORI”. Il termine ‘clichè’ rende bene l’idea?
postato da ORBOEDEGA |
19:44 | commenti (1)
L’ITALICA ‘VALLE VERDE’ NON INCANTA ‘VALLE STRETTA’ Immediate le ripercussioni in Borsa: il DJ (da non leggere Disk Jockey) perde l’1,57%. Le agenzie e i Tg attribuiscono tale calo all’aumento del greggio. Mi sbaglierò, ma la sua bella fetta di responsabilità ce l’ha pure il grezzo. postato da ORBOEDEGA |
16:46 | commenti (6)
AMERICANI, INVESTIRE IN SEGRETARIE ITALIANE Berlusconi a Wall Street invita gli imprenditori americani ad investire in Italia: non ci sono più i comunisti; le segretarie sono sventole che ti raccomando (dote fondamentale per gestire il ruolo); puoi morire tranquillo che lo Stato non ti tocca un euro ….. Frizzi e lazzi da autentico stallone della politica, statista di stazza superiore. … e i risultati non si fanno attendere: il primo ad applaudirlo e difenderlo a spada tratta è uno dei più grandi impresari cinematografici americani. Girano voci che intenda farceli, eccome!, gli affari in Italia: vuole proporre a Berlusconi il ruolo da protagonista in un film sulla vita di don Lurio – con le gemelle Kessler interpretate da due delle sorelle Carlucci. E poi dicano ancora che non è vero che il nostro premier attira simpatie e consensi!
mercoledì, settembre 24, 2003
Pur conoscendo la sterminata diffusione de ‘il Riformista’, può essere capitato ad alcuni di voi di perdersi un articolo apparso sul numero odierno. Male, perché merita una attenta lettura – non fosse altro che per le possibili conseguenze che lascia intravedere. Certo, dopo aver letto l’articolo ti chiedi: com’è che ‘sti signori, pur a fronte delle porcherie che essi stessi denunciano, spingono in continuazione all’inciucio con i berluscones? BUFALAS. UN ALTRO CONTE (VOLPI) E UNA STRANA ASSOCIAZIONE DI CASCHI BIANCHI L'Igor mortis dello scandalo Telekom Dunque era tutta una bufala. Falsa la garanzia da 50 milioni di dollari proveniente da una banca indonesiana che secondo Igor Marini avrebbe dovuto servire per sbloccare la presunta tangente di Telekom Serbia a «Mortadella, Ranocchio e Cicogna». Falsa l'«evidenza fondi» da 120 milioni di dollari inserita non si sa come nei circuiti Euroclear ed arrivata poi elettronicamente sui terminali di una filiale monegasca della Paribas. E con questo giudizio del tribunale del riesame di Torino che tutta la telenovelas dipanata negli ultimi nove mesi dalla mente immaginifica del «conte Igor» è tornata nella dimensione che più le appartiene: quella di un artista della sopravvivenza, che non solo era in grado di muoversi nel sottobosco della finanza grigia, ma riusciva pure a tirare dei bidoni a «professionisti» di provata esperienza. Tutta la controversia con l'avvocato Fabrizio Paoletti è iniziata così, tra denunce e relativi arresti (e già nel maggio 2002, peraltro), fino a quando, alla fine dell'anno scorso, la rissa approda alla Commissione d'inchiesta su Telekom Serbia. Tutto merito di una «lettera anonima», finita chissà come nelle mani del senatore Giuseppe Consolo (An), uno dei membri della Commissione. Spiega da Bangkok, Gianni Romanazzi, che con Marini e Paoletti ha avuto modo di partecipare alla negoziazione di quel «certificato fantasma» da 120 milioni di dollari: «Solo quattro persone erano a conoscenza delle informazioni contenute in quella lettera, io, Paoletti, Marini e Antonio Volpe». Ed è proprio quest'ultimo che ad un certo punto, è il 7 gennaio scorso, inizia a premere su Romanazzi per sapere (testuale) «cosa c'entrate voi con la società Lannock, perché i miei amici, servizi e Commissione, stanno indagando sulla società ed è spuntato il vostro nome collegato all'ordine di pagamento che avevamo controllato tempo fa». Le pressioni diventano minacce fino a spingere il Romanazzi a tornarsene in Thailandia, dove già da qualche anno aveva gestito le sue attività di intermediazione di «titoli atipici». Strano personaggio il Volpe. Dopo alcune disavventure giudiziarie che lo hanno portato anche all'arresto per associazione mafiosa, questo sedicente «Conte» (e dagli!) si è rifatto un'esistenza in Spagna come investigatore privato. Attraverso l'associazione dei Caschi Bianchi Europa, una strana fondazione intorno a cui ruotano molti funzionari dell'arma e anche qualche politico, Volpe ha intessuto negli anni molte amicizie altolocate grazie alle quali (è il suo ex socio che lo dice) «è in grado di tenere per le palle determinate persone», con cui di tanto in tanto fa anche affari. Tra i suoi amici figura anche l'onorevole Alfredo Vito (Fi), un altro dei commissari che risulterà il destinatario del nuovo «dossier» (le carte estorte al Romanazzi) spuntato nel bel mezzo dell'estate. Ed è da lui che si dovrebbe partire per capire come è nata tutto la bufala di Igor & Co
L'approvazione della Finanziaria è stata rinviata. Quindi, arriverà a destinazione in ritardo. Eh, i vecchi bei tempi, quando anche i treni arrivavano in orario…. Ha ragione Berlusconi a lamentare la frustrazione del non poter governare la cosa pubblica come fosse un’azienda privata. martedì, settembre 23, 2003
Sto ascoltando e vedendo ‘Report’: è impressionante, da far vergognare di figurare come alleati degli americani. Ma già la conosco la risposta dei Ferrara & C.: i comunisti hanno fatto di peggio e gli Usa tutto quello che hanno fatto l’hanno fatto per evitare che il comunismo diffondesse i suoi tentacoli sul mondo intero. Una lotta per l’ideale della libertà, insomma. P.S. Certo è impressionante anche la scaletta della trasmissione: pare proprio ricalcata sul volume di Chomsky che sto leggendo. postato da ORBOEDEGA |
23:16 | commenti (2)
BOSSI E LA COMPAGNIA DEI MAGNACCIONI Bossi tuona ancora contro Roma capitale, vuole Milano, insiste su Roma ladrona. Latra negli attimi di pausa tra un buffet e l’altro. Non mi risulta che il senatùr abbia rinunciato né allo stipendio di parlamentare né a quello di ministro. Come lui i suoi colleghi Castelli e Maroni. Come loro, tutti i colleghi di partito parlamentari. Nessuno ha rinunciato a niente, né si è opposto agli aumenti ultimi. Si godono beati le loro autoblu, le loro mille prebende, sputando e vomitando nel truogolo dove mangiano alla faccia dei ciula, pirla e cujù a lavoro dipendente che li hanno votati convinti che avrebbero fatto gli interessi del popolo padano. Alza la voce, l’Umberto, per coprire il rumore delle ganasce dei suoi amici intenti a pappare tutto il pappabile che si trovi a Roma. lunedì, settembre 22, 2003
TAGLI E BUON ESEMPIO Lo Stato – il governo – deve recuperare 10 miliardi di euro: prepariamoci a qualche forma di mungitura, diretta o indiretta. Si parla di tagli alla spesa pubblica: suggerirei di cominciare dalle spese di rappresentanza. Sarebbe interessante che i vari ministeri, parlamentari, alti dirigenti pubblici rendessero noto quanto spendono ogni anno per i loro spostamenti: cene, pranzi, pernottamenti, voli aerei. Vi dò io una cifra: per un pernottamento, in una situazione per niente di alta rappresentanza, si riesce anche a spendere 390 euro a notte per una camera. Non solo per il capo, ma anche per autisti e altri. Briciole, certo – ma fuse insieme, sai che bella pagnotta esce! domenica, settembre 21, 2003
Ah, no, devo rettificare! Pannella e Bossi sono culo e camicia in tema di antipapalismo: nonostante la presa di Porta Pia, a Roma regna ancora il Papa Re, secondo il cervello pensante (figuriamoci gli altri) della Lega. Quindi, Pannella e Bossi uniti nella lotta contro la chiesa comunista e bigotta! Bossi e Pannella: che splendida riedizione sarebbero di Gianni e Pinotto…..
RADICALMENTE COERENTI Ieri, come tutti gli anni, i radicalpannella hanno festeggiato a Roma il 20 settembre, la presa di Porta Pia e Roma capitale. Quattro gatti, ma ostinati e coerenti. E’ proprio per coerenza che il loro leader unico da anni appoggia - seppur criticamente – Silvio Berlusconi. Perché ha messo insieme una baracca della Libertà dove convivono i clericali dell’Udc, i tradizionalisti cattolici di AN e i ‘romaladrona’ ultrareazionari della Leganord. Ovvero, il governo che finanzia la scuola cattolica privata. Ben scavato, vecchio Pannella! postato da ORBOEDEGA |
19:21 | commenti (2)
sabato, settembre 20, 2003
UMBERTO PAPA. RISATE DA MATTI Bossi, ministro della repubblica italiana – ministro delle riforme! – pagato, come tutti i suoi, con soldi degli italiani, vuole Milano capitale. Ora non più perché Roma è ladrona (ovvio, rubano, pardon, comandano lui e i suoi amici, a Roma), ma perché nella Capitale c’è un Re: il Papa. Certo, fra un paio di giorni ci informeranno sulla marca di vino che aveva bevuto prima dell’intervista e sulla quantità ingurgitata. I suoi amici di Forza Italia dicono che è solo folklore (e però un tempo i guitti si esibivano sui palcoscenici nelle fiere di paese). I suoi amici di AN dicono che a contare sono i fatti e non le parole. Bella famiglia, sì. Dunque, al nostro Attila varesotto non piace il papa, porta l’attacco diretto al cuore della chiesa cattolica. Il parlamento padano non gli basta più: vuole anche la chiesa padana, ovvio. Chi sarà il primo presidente della repubblica padana? Bossi, ovvio. Chi ne sarà il primo papa-re? Bossi, ovvio. Ve le immaginate le messe celebrate dall’Umberto, le sue prediche? E magari Borghezio e Boso che gli fanno da chierichetti? Uno spasso, da riempire le chiese come i cinema quando danno i film di Banfi-De Sica. Ridiamo, sì, ridiamo – e con noi rideranno sicuramente i nostri partner europei, di fronte ai ministri che ci rappresentano nel nostro semestre di presidenza Ue
CONDONO EDILIZIO Si parla di condono edilizio. Leggete questa intervista, tratta dalla Stampa: http://www.protezionecivile.it/cms/attach/copy_71_01.pdf (è in pdf, non posso copiarla). Leggetela tenendo presente che Bertolaso, per sua stessa ammissione, risponde direttamente a Berlusconi, quindi, non è io solito comunista intento a minare il governo.
MY FRIEND! PUM! PUM! In Iraq il fuoco amico (leggi: marines americani) ad un posto di blocco spara sull’auto dell’ambasciatore Italiano e spedisce al creatore l’interprete. Settimana scorsa, sempre il fuoco amico aveva falciato non ricordo quanti poliziotti irakeni. Americani nervosetti? Forse … o forse si sono rotti di ammazzarsi tra di loro. E pensare che da noi c’è gente che dichiara a gran voce la propria amicizia con gli americani. Meglio, molto meglio essere loro nemici! venerdì, settembre 19, 2003
SCENDEREMO IN PIAZZA PER LA MOGLIE DI DINI?! Di mettermi a difendere la signora Dini non se ne parla proprio. Già mi stanno visceralmente antipatici i ricchi sfondati, soprattutto quelli dell’alta finanza – gente che oltre al proprio profitto non vede altro e considera merda tutti coloro che non hanno conti con zeri a più non posso. Ancor più soffro di idiosincrasia (mi ci sciacquo la bocca una settimana, con ‘sto parolone!) verso i nababbi che si impicciano del pubblico governo, ad ogni livello. Non voglio nemmeno sospettare che si approprino di pubblico denaro – ma nemmeno posso credere che si astengano dallo sfruttare la situazione per favorire i loro traffici (leciti o illeciti che siano). Quindi, la giustizia vada avanti, senza condizionamenti politici né da un lato né dall’altro – e se si scoprIrà che la moglie del signor Dini (di una simpatia pure lui!) ha sfruttato le cariche del marito per incrementare il suo patrimonio, la si condanni a quello che si merita. Lei e il marito – che non ci venga a raccontare che non sapeva ciò che faceva la moglie. Ma solo al termine del processo, non prima Da questa ennesima vicenda, io trarrei spunto per indicazioni da sottoporre al legislatore (se qualcuno tra voi lo conosce): non può candidarsi, a nessun livello, per cariche pubbliche chiunque eserciti professioni che implichino imponenti movimenti di capitale, meglio se diversificati in vari settori e chiunque sia in possesso di grossi patrimoni; ovvero, deve dimostrare prima (non dopo!) di essersene effettivamente disfato e di non occuparsene più ad alcun titolo; ovviamente, ciò vale anche per i famigliari dei politici o amministratori locali. Niente più contaminazioni tra mondo della finanza, grossa imprenditoria e politica. Ma già me l’immagino la risposta: negli Usa, paese considerato la democrazia per eccellenza, le grosse famiglie di possidenti si candidano direttamente e pure tutti gli altri parlamentari sono più o meno benestanti o strettamente legati a gruppi o uomini d’affari o imprenditori – altrimenti l’onerosissima campagna elettorale chi te la paga? Già, poi si vedono i risultati …… postato da ORBOEDEGA |
18:32 | commenti (2)
giovedì, settembre 18, 2003 NOI AMIAMO GLI EBREI. HIC! BLURP! Minzolini e Ostellino, su Stampa e Corriere, pur con argomentazioni diverse giungono più o meno a sostenere che: le infelici frasi di Berlusconi sull’allegra brigata mussoliniana furono solo folklore (oggi sappiamo stimolato dall’alcool); al contrario, la politica estera berlusconiana è tutta improntata al più schietto e deciso spirito filoisraeliano. Silvio Premier è amico di Bush che è amico di Sharon; quindi, per la proprietà transitiva dell’uguaglianza, anche lui lo è. Se poi gli scappa detto il contrario di ciò che professa ufficialmente … evvia, quel che conta sono i fatti. Davanti a giornalisti di grosso calibro che ragionano così, non riesco a non chiedermi: ci sono o ci fanno? È farina del loro sacco o commercializzano prodotti altrui?
UBRIACO? SI’, MA NON SOLO DI SE STESSO Berlusconi (a distanza di non pochi giorni - forse aveva rimosso) dichiara che durante la famosa intervista allo ‘Spectator’ forse aveva alzato il gomito. Non sarebbe inopportuno, a questo punto, che lo staff del presidente prima di interviste e dichiarazioni pubbliche lo sottoponesse ad adeguata prova del palloncino. postato da ORBOEDEGA |
13:43 | commenti (2)
PATRIOTTISMO DI FINE PERLAGE Ricordate sicuramente l’autodifesa di Berlusconi in merito all’infelice uscita su Mussolini: fu uno slancio di patriottismo. E durante quello slancio di patriottismo, con che brindava in compagnia dei giornalisti inglesi? Con champagne, of corse. mercoledì, settembre 17, 2003
IRAQ LIBERO. DA CHI? A volte l’ANSA nella sua sinteticità riesce a dire verità altrimenti inconfessabili. Ne ‘I FATTI DEL GIORNO – IV EDIZIONE – ore 19,30’, così scrivono: “IRAQ, BUSH: SADDAM SARA’ CATTURATO VIVO O MORTO. Il presidente aggiunge che si potrà parlare di vittoria in Iraq soltanto quando il paese sarà libero e vivrà in pace”. Presumo sia lo stesso desiderio del popolo irakeno - che, ahiloro e ahinoi, temo non collimi con il punto di vista americano. Salvo che Bush abbia ben chiaro che l’Iraq non sarà libero finchè avrà sul proprio suolo l’esercito americano.
LA DISOCCUPAZIONE SALE. SI’, AMARO Secondo i dati OCSE, in Italia la disoccupazione nel 2003 SALE. SCENDERA’ nel 2004. SALE = presente. SCENDERA’ = futuro. Le promesse elettorali, giustamente, sono al FUTURO. Ma quel futuro che doveva diventare PRESENTE è ormai PASSATO. FUTURO PASSATO. Anzi, TRAPASSATO.
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13:35 | commenti (1)
MUSSOLINI ALPITOUR A proposito del Mussolini benefattore dell’umanità e organizzatore di soggiorni di vacanza in località amene, può interessare spulciare un po’ qua dentro: http://www.clarence.com/contents/societa/memoria/fascismo/ Nella speranza che chi legge non sia un iperimpegnato uomo d’affari che non ha tempo da perdere per queste stronzate.
CHOMSKY Sto leggendo un libro la cui lettura consiglio caldamente a tutti – e non certo perché lo stia leggendo io: Noam Chomsky: “Dopo l’11 settembre. Potere e terrore”. Marco Troppa editore (costo di copertina: 9€, ma io l’ho trovato addirittura al supermercato con il 15% di sconto…) Si tratta di una lunga intervista al noto linguista-attivista americano, nella quale (sono solo agli inizi) vengono messe in risalto le dinamiche e le implicazioni dell’azione politica estera degli Usa, non solo degli ultimi anni. Lucido e rigoroso – ma sempre sospinto da un grande slancio di umanità - Chomsky si esprime in modo molto semplice e si fa leggere tutto d’un fiato. postato da ORBOEDEGA |
00:03 | commenti (4)
martedì, settembre 16, 2003
LA RISERVA DI SOLDATI (MORTI) AMERICANI Dall'inizio della guerra in Iraq fino ad oggi sono morti circa 330 soldati americani. Un numero che, alla nostra sensibilità occidentale, fa impressione, anche per lo stillicidio seguito alla fine ufficiale delle ostilità (ma non dell'invasione).
domenica, settembre 14, 2003
MEGLIO MORTO LUCIDO CHE VIVO RINCOGLIONITO. PAROLA DI PAPA Il papa sta male - peggio del solito, l’abbiamo visto tutti in televisione. Non si tratterebbe, però, di un aggravamento della malattia: fonti a lui vicine lasciano intendere che il buon Wojtyla avrebbe deciso di sospendere l’assunzione dei potentissimi farmaci che da anni gli vengono somministrati per tenete sotto controllo la malattia che lo sta distruggendo. Niente eutanasia, però: di fronte alla constatazione che la cura comporta come effetto collaterale una riduzione delle capacità intellettive (con grande gioia di certi cardinali), il pontefice avrebbe deciso di affrontare la fine lucidamente. Come un malato morfinomane che rifiutasse la morfina. Così fosse, credenti o meno: chapeau! postato da ORBOEDEGA |
23:22 | commenti (1)
FERRARA DA GIORNALISTA A GIORNALAIO? Girano voci (la fondatezza non la so quantificare) che Mangiafuoco Ferrara starebbe tentando di rifilare alla Mondadori la proprietà del ’Foglio’ (seppure si sia sempre detto che appartenga a Veronica Lario Berlusconi). Lui si sarebbe rotto dell’andazzo della politica berlusconiana (o chissà che altro) e vorrebbe in tal modo assicurare un lavoro ai suoi attuali dipendenti-collaboratori. La confidenza sarebbe stata fatta addirittura al suo amico-rivale Gad Lerner (che, seppur circonciso, non sono io). Perderemo un foglio? Meno alberi abbattuti - e se Luca Sofri e Mattia Feltri resteranno senza lavoro, pazienza: hanno sempre un cognome da spendere. Anzi: Luca, che è giovane, potrebbe offrirsi in ostaggio allo Stato in sostituzione del padre.
FARSA ALL’ITALIANA SU UN DRAMMA BORGHESE Capita spesso, ascoltando o leggendo commentatori, giornalisti o uomini politici di destra, di sentir irridere - a volte con sarcasmo - l’affermazione che Berlusconi detenga il monopolio dell’informazione o ne condizioni la più parte. Volete un banale ma esplicito esempio di tale potere? Si seppe tempo fa che la figlia Marina era incinta, pur senz’essere regolarmente coniugata. Nessun problema, per carità - non era nemmeno necessario tirare in ballo lo spirito santo. Bastò appioppare la scopata malandrina non al primo che passava, bensì al primo ballerino della Scala. Al quale, peraltro, le malelingue attribuivano scarse propensioni alla procreazione - e qui mi fermo, per evitare querele con richieste di risarcimenti miliardari che non mi pagherebbe certo Splinder. Sta di fatto che, stante la scarsa chiarezza della situazione, nulla più si è saputo, se non la fugace notizia dell’avvenuto parto. Già mi par di sentire il ... hem ... coro: “Ecchissenefrega!". Perfettamente d’accordo, ci mancherebbe. Resta il fatto che, non dico il Manifesto, ma rotocalchi di solito tanto attenti ad avvenimenti di tal calibro, soprattutto se relativi ad esponenti del jet-set, hanno steso un velo di silenzio sulla ‘coppia’. E stiamo parlando della figlia di Silvio Berlusconi, presidente della Mondadori, candidata alla presidenza della Confindustria ..... gossip ai massimi livelli. Silenzio totale, come si trattasse di una qualsivoglia coppia di operai metallurgici. Rispetto del dramma di una famiglia dell’alta borghesia bene? Sì, raccontalo a Dagospia, che viene distribuito in versione cartacea proprio da Panorama! postato da ORBOEDEGA |
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