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giovedì, marzo 20, 2003

http://www.diariodipoesia.it/poesie%20per%20la%20pace.htmpace]

 

"O vecchio, a te piaccion sempre discorsi interminabili,

come una volta, in pace: ma è sorta guerra orrenda.

Già molte volte io fui nelle battaglie degli uomini,

e mai vidi esercito simile, così grande!"

Omero

 

* 

L'addormentato della valle

E' una gola di verzura dove il fiume canta

impigliando follemente alle erbe stracci

d'argento: dove il sole, dalla fiera montagna

risplende: è una piccola valle che spumeggia di raggi.

Un giovane soldato, bocca aperta, testa nuda,

e la nuca bagnata nel fresco crescione azzurro,

dorme; è disteso nell'erba, sotto la nuvola,

pallido nel suo verde letto dove piove la luce.

I piedi tra i gladioli, dorme. Sorridente come

sorriderebbe un bimbo malato, fa un sonno.

O natura, cullato tiepidamente: ha freddo.

I profumi non fanno più fremere la sua narice;

dorme nel sole, la mano sul suo petto

tranquillo. Ha due rose ferite sul fianco destro.

Arthur Rimbaud

(1854 - 1891)

 

* 

Ombra

Rieccovi accanto a me

Compagni miei morti in guerra

Oliva del tempo

Ricordi che ormai fate un ricordo solo

Come cento pelli fanno una sola pelliccia

Come queste migliaia di ferite fanno un solo articolo di giornale

Impalpabile e buia apparenza avete preso

La forma instabile della mia ombra

Un indiano in agguato per l'eternità

E ombra mi strisciate accanto

Ma non mi sentite più

Non conoscerete più i poemi divini che canto

Mentre io vi sento vi vedo ancora

Destini

Ombra multipla il sole vi conservi

Voi che tanto mi amate da non lasciarmi mai

E che ballate al sole senza far polvere

Ombra inchiostro del sole

Scrittura della mia luce

Cassone di rimpianti

Un dio che si umilia.

Apollinaire

(1880 - 1918)

 

* 

Non gridate più

Cessate d'uccidere  i morti,

Non gridate più, non gridate

Se li volete ancora udire,

Se sperate di non perire.

Hanno l'impercettibile sussurro,

Non fanno più rumore

Del crescere dell'erba,

Lieta dove non passa l'uomo.

Giuseppe Ungaretti

(1888 - 1970)

 

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* 

Soldati

Si sta come

d'autunno

sugli alberi

le foglie

Giuseppe Ungaretti

(1888 - 1970)

 

* 

La guerra che verrà

non è la prima. Prima

ci sono state altre guerre.

Alla fine dell'ultima

c'erano vincitori e vinti.

Fra i vinti la povera gente

faceva la fame. Fra i vincitori

faceva la fame la povera gente ugualmente.

Bertolt Brecht

(1898 - 1956)

 

* 

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

-t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero,

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

quando il fratello disse all'altro fratello:

"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

(1901 - 1968)

 

* 

Da "Diario di Algeria"

Non sa più nulla, è alto sulle ali

il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna.

Per questo qualcuno stanotte

mi toccava la spalla mormorando

di pregar per l'Europa

mentre la Nuova Armada

si presentava alla costa di Francia.

Ho risposto nel sonno: - E' il vento,

il vento che fa le musiche bizzarre.

Ma se tu fossi davvero

il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna

prega tu se lo puoi, io sono morto

alla guerra e alla pace.

Questa è la musica ora:

delle tende che sbattono sui pali.

Non è musica d'angeli, è la mia

sola musica e mi basta. -

Vittorio Sereni

(1913 - 1983)

 

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* 

Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:

lavarsi, studiare, giocare,

preparare la tavola,

a mezzogiorno.

Ci sono cose da far di notte:

chiudere gli occhi, dormire,

avere sogni da sognare,

orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,

né di giorno né di notte,

né per mare né per terra:

per esempio, la guerra.

Gianni Rodari

(1920 - 1980)

 

* 

Da "Documento"

Hanno fuso l'ordigno di guerra con le

mie dita troppo occupate a servirsi

di cibi cannibaleschi e tutto il mondo

è corso a vedere.

Pene infranto e rotta condotta sono

lì a farvi da guida: l'esperienza è

maestra degli svogliati, i poveri d'immaginazione

che rotolandosi nell'aldilà hanno voluto

imprigionarvi. Voglia di fare temprata

da consuetudini che hanno invece tremebonde

pratiche: quelle di non sapere dove

le hanno lasciate.

Ed è il dovere a farti strada come fosse

una sbiadita lanterna e spaccata che

nulla illumina salvo che il tuo piede

che sbaglia.

Gli aeroplani hanno cominciato a sparare

sulla folla poi hanno tradito così come

è normale nella pioggia di ogni giorno

e anche la sera.

Ogni giorno tentano un tranello e ogni

giorno torna la purezza e ogni notte

mettono in dubbio quello che hanno fatto

di giorno.

Di giorno sognano; di notte vegliano;

il pomeriggio dormono; la mattina pregano.

Pregano che non se ne andrà così presto

la vita che ha nascosto la morte per

tanto tempo finché un giorno ritrovarono

la notte stesa come un morto.

Amelia Rosselli

(1930 - 1996)

 

* 

Se viene la guerra

Se viene la guerra

non partirò soldato.

Ma di nuovo gli usati treni

porteranno i giovani soldati

lontano a morire dalle madri.

Se viene la guerra

non partirò soldato.

Sarò traditore

della vana patria.

Mi farò fucilare

come disertore.

Mia nonna da ragazzino

mi raccontava:

"Tu non eri ancora nato. Tua madre

ti aspettava. Io già pensavo

dentro il rifugio osceno

ma caldo di tanti corpi, gli uni

agli altri stretti, come tanti

apparenti fratelli, alle favole

che avrebbero portato il sonno

a te, che, Dio non voglia!,

non veda più guerre".

Dario Bellezza

(1944 - 1996)
postato da ORBOEDEGA | 20:37 | commenti