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giovedì, marzo 20, 2003

Sito di iniziative contro la guerra all’Iraq:

http://www.fermiamolaguerra.it/

 

 

IMAGINE

 

John Lennon

 

 Immagina  non ci sia il  Paradiso

prova, è facile

Nessun inferno sotto i piedi

Sopra di noi solo il Cielo

Immagina che la gente

viva al presente...

 

Immagina non ci siano paesi

non è difficile

Niente per cui uccidere e morire

e nessuna religione

Immagina che tutti

vivano la loro vita in pace..

 

Puoi dire che sono un sognatore

ma non sono il solo

Spero che ti unirai anche tu un giorno

e che il mondo diventi uno...

 

Immagina un mondo senza possessi

mi chiedo se ci riesci

senza necessità di avidità o rabbia

La fratellanza tra gli uomini

Immagina tutta le gente

condividere il mondo intero...

 

(traduzione Fiorella Gentile)

 

 

http://www.cobas-scuola.org/giornale/n4/4_12.html

 

Indice del Num. 4 (Ott/Nov '99)

 Muri

 

di Michele Arcangelo Firinu

 

Una guerra non - guerra, artatamente non dichiarata, spudoratamente agita senza il ritiro degli ambasciatori, smaccatamente tirata in barba alla costituzione italiana e agli statuti dell’ONU e della NATO, non avrebbe potuto superare la barriera della sua propria vergogna senza portare la sopraffazione in primo luogo sul campo della comunicazione linguistica.

Il bombardamento semiologico a tappeto apriva enormi crateri innanzitutto sul terreno del lessico: scomparse le parole guerra, bombardamenti, bombe, proiettili, morti, feriti, mutilati, sfollati, vittoria, ... i linguisti della NATO provvedevano a ricreare un paesaggio lessicale artificiale, plastificato - intervento umanitario, impegno alleato, missioni, rilascio, successi, errori collaterali, governo internazionale ... - sul quale, smielando musiche e avvolgenti sorrisi di star, veniva proiettato uno smisurato arcobaleno catodico di solidarietà.

 

Chi è sotto ai bombardamenti deve scavare rifugi, erigere muri e linee di fortificazioni. Ecco che in un liceo si incollano poesie su un muro, lo si chiama Muro n° 1 contro la guerra, in un altro liceo una piccola pattuglia di poeti innalza pacatamente una barriera di umanità scandendo ai microfoni la verità della nuda parola poetica.

 

Di scuola in scuola, dalle materne alle università, si fotocopia, si faxa, si ritaglia, si incolla; bambini e ragazzi si scuotono l’angoscia di dosso, scrivono, vogliono comunicare: quaderni e muri si riempiono; circolano poesie anche nei cortei; i versi delle poesie elevano gli archi e le volte delle sinapsi; insieme alla controinformazione si inizia a riedificare la cultura della pace. Tornava in mente la considerazione espressa  da Antonio Porta in una poesia, guarda caso contro la guerra: “In questi giorni molti mi chiedono poesie, / qualche motivo buono ci deve essere”.

 

Il Gruppo di lavoro degli insegnanti COBAS di Roma contro la guerra ha lavorato a reperire e diffondere materiali di controinformazione. Dalla collaborazione con i poeti, che hanno aderito all’assemblea cittadina indetta dai COBAS  presso il liceo “Socrate” il 16 maggio ‘99, è nata questa raccolta di poesie. Una scelta più ampia la si può trovare, unitamente ad altri documenti di analisi politica della guerra nel Kossovo, nel nostro sito web.
postato da ORBOEDEGA | 20:40 | commenti