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giovedì, marzo 20, 2003

 250.000 Hiroshima

di Antonio Porta

 

Stamattina la radio: sono già pronte

bombe per 250.000 Hiroshima

ma il pericolo non è imminente.

Rispondetemi, come può un poeta essere amato?

Lo ricordo bene, Musil che scrive:

“questa è la prima epoca della storia

che non ama i suoi poeti”.

In questi giorni molti mi chiedono poesie,

qualche motivo buono ci deve essere.

 

(da Invasioni, Milano, 1984;

riportata in Antologia di poeti per la pace

a cura di Filippo Bettini -

Piero Manni edit., Lecce, 1985).

 

Cose da pax

di Vito Riviello

 

Non ne dovevano più avvenire

ma la differenza tra questa

e le guerre che verranno

sarà la comodità della morte

come errore comunque invisivo.

Tutto sarà in perfetto orario

col bersaglio mirato deinde programmmato

la nostra sorte in un quadrato di luce,

si sceglie il mezzo ma se siamo in mezzo

colpiscono anche noi, armi gentilissime

ci sposteranno di peso dai luoghi magici

dell'eccidio dei mezzi,

allegri razzi di laser ci condurranno via

su antichi arazzi volanti, gridandoci :

"Venite via, andate a far l'amore, a leggere un bitter

mentre noi vi distruggiamo il blindo in un minuto,

tornate fra venti minuti dopo venti carri obsoleti

dopo un'ora vi veniamo a prendere ancora”

e così via fino a quando ci sia solo l'aurora

e qualche indicazione per chi volesse

cercare entracte il ladro di Bagdàd.

 

 Noi che tremiamo di tramonto

di Maria Teresa Ciammaruconi

 

Si incontrano oltre i propri territori

e ci guardano indifferenti al tempo

dal luogo dove si trovano i corpi

attraversati dall’oltraggio della vita tradita

che ancora li morde gettati nel lutto

di strade senza incroci e parole inutili

 

Corpi violati da tutti noi

che tremiamo di tramonto

noi disperati esteti distesi

sulle agonie dello spirito

affatturati inquisitori

dell’anima

con le mani pulite accarezziamo

i brandelli della vostra immagine

in sacrificio ancora tra uno spot

e il pranzo di natale raffinato

delirio mascherato

dalla verità della carne tirata

tra i quattro punti cardinali.

 

La lingua del dolore ha disertato parole e bandiere

la tana è nel silenzio spugnoso di una scatola cranica

nella sacca devastata della pelle dove cresce la rabbia

dell’amore assassinato prima che gli occhi godano

i colori raccolti negli occhi diversi dell’altro.

 

Notte a Belgrado

di Lorenzo Ciccarelli

 

Il nero liquido della notte

tinge la luce di Belgrado

mentre i missili sgusciano via come anguille

dalle mani della ragione.

 

Quando i missili,

scoppiando

a chilometri di distanza da me

trafiggono il mio fragile cuore,

la pace prende i suoi bagagli e va via.

 

Vita e morte in guerra

di Gianni Godi

 

La guerra s’increa nel cuore dei cattivi; né può essere altrimenti dacché i buoni furono tutti assassinati. Ed è per questo che noi sopravviviamo.

Le anime dei buoni trucidati formano una legione invisibile come è giusto che sia.

Da tempo smemorato non nascono più buoni, e i cattivi si trucidano tra loro.

I corpi dei cattivi trucidati dovrebbero formare battaglioni visibili, il che sarebbe ovvio, ma avendo costoro l’anima smarrita, finiscono in polvere terrestre.

Grande è la guerra tra i cattivi e si ammira il miraggio.

Quando si guarda la guerra, che è tutto un prendersi a graffi, pugni e spintoni con l’aiuto di amigdaloidi, lance, frecce, mitraglie, cannoni, jet di uranio, missili, radar, carri armati, e può uscire anche il sangue, noi si sta davanti al video a tifare per la pace. Bel nome dato a una invisibilia che ha a che fare con le anime dei buoni.

Dio, nome maschile vero dato a un finto, si divide in più parti invisibili chiamate: dio, allah, visnu, wall street, ecc.; è molto buono con tutti, specialmente con i cattivi poveri , anche se pare pretenda preghiere affinché ci lasci in vita a combattere per uno di lui, che da intero si è diviso per accontentare tutti.

Poveri noi cattivi, in che mani siamo.

 
postato da ORBOEDEGA | 20:42 | commenti