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domenica, marzo 23, 2003
VA BE’ CHE ‘CIO’ CH’E’ TRINO E’ DIVINO’ … Sapevo che le manifestazioni per la pace a Roma erano due, una a Piazza Venezia e una a piazza del Popolo. Rifondazione e Centri Sociali là; Ulivo qua. Non è bello, perché la pace è una, come una è la guerra; ma si sa, tra poco ci sono elezioni amministrative importanti e ognuno deve coltivare il proprio orticello. Arrivo a Piazza Venezia e capisco subito che c’è qualcosa di strano: volume altissimo sia di ‘parlato’ che di musica. C’è, vicino all’imbocco di via del Corso, un camion-palco, sul quale si alternano vari oratori: discorsi politici, duri, urlati. Questa è Rifondazione, non c’è dubbio. Ma ‘sto fracasso che sento più in là? Mi sposto verso l’Altare della patria e mi imbatto in una scena al limite del grottesco felliniano: un camioncino scoperto, sormontato da alcuni giovani che manovrano un impianto di diffusione sparato a livelli da bombardamento, distorto quanto possibile – mentre uno sventola fumogeni da stadio. Mi sento vecchio, di fronte a questa musica che mi assorda e non mi trasmette alcuna emozione, mentre alcuni – non molti - adolescenti o poco più si agitano a due centimetri da quella fabbrica di sordità. Il grosso se ne stà li intorno parlando in piccoli gruppi, seduti o in piedi, non molto interessati né alla musica né ai discorsi. Libertà di espressione, ci mancherebbe altro; ma che messaggio trasmetti? Due aree contrapposte – o almeno indifferenti – sulla stessa piazza. E che significa quella specie di grottesca discoteca all’aperto? Mah … una linea retta congiunge piazza del Popolo all’altare della patria: un’unica linea, ma tre opposizioni diverse e divise, che non si parlano. Gli fai tre seghe, al Pentagono. postato da ORBOEDEGA |
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