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lunedì, marzo 24, 2003
L’IRAK NON E’ UN FILMDI RAMBO
Torno sull’argomento dei soldati americani uccisi, perché non riesco a darmi pace.
Ma come: l’esercito più forte del mondo, più tecnologizzato, più allenato a far guerre ovunque, composto da autentici rambo, gonfiati di estrogeni, massicci come bisonti, gasati, convinti di essere il braccio armato del padreterno, masticatori di ciuinga … com’è possibile che possano incontrare la morte – per mano di straccioni, poi?!
Com’è che quelli oppongono resistenza, invece di cadere tutti in ginocchio e intonare l’inno americano?
Forse che esiste una donna in grado di resistere all’esibizione di un rambomembro?
Com’è che gli irakeni scelgono di combattere e anche morire per Saddam?
Almeno così pare: tanti si arrendono, ma non pochi combattono. Agli alti comandi era sfuggita questa prospettiva? avevano previsto che bastasse gonfiare i muscoli per terrorizzare l’avversario?
Non trovo risposta, mentre radio e Tv annunciano nuovi morti da entrambe le parti.
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