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domenica, aprile 13, 2003
CONTABALLE ALLA ROVESCIA
Tremonti (lo sapete, no, chi è?) dà prova di grande flessibilità e intelligenza. Apprendo che “/…/per il 2003, allinea le previsioni (di crescita) del governo a quelle delle organizzazioni internazionali, in particolare del Fondo monetario internazionale, secondo cui il prodotto interno lordo non dovrebbe crescere più dell’1,1 per cento in Italia e nell’intera area dell’euro.”
Io capisco un’ostrega di queste cose e di questi numeri. Però ricordo che i nostri governanti attuali, entrando nella stanza dei bottoni nel giugno 2001, proclamarono una crescita del 3,2%.
Gli economisti dell’opposizione (e quelli esteri) ebbero violenti attacchi di incontinenza dovuti al riso irrefrenabile.
Tremonti fu proposto per il Nobel per la Medicina, in seguito alla sintesi del principio che ‘una cazzata al giorno toglie il medico di torno’.
Nemmeno dopo l’11 settembre 2001 Berlusconi e il suo guru economico sentirono il bisogno di apportare qualche piccolo ritocco alle stime iniziali - tanta era la loro fiducia nelle proprie capacità manageriali e propulsive.
Poi, col tempo, lentamente, passo passo, il sor Giulio diede inizio al count-down, per evitare pericolosi shock alla nazione: 2,8 – 2,4 – 2 – 1,8 …
La recessione internazionale … il terrorismo … l’aumento delle materia prime … gli scioperi della CGIL … le sconfitte della nazionale di calcio … i costi dei sondaggi … la guerra …
E oggi, finalmente, col petto gonfio d’orgoglio, può proclamare: sì, l’Italia è in grado di conseguire quell’obiettivo dell’ 1,1% che ci aveva assegnato il FMI. Il marketing è tutto nel commercio: bisogna saper vendere bene le proprie balle!
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