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venerdì, aprile 18, 2003

A modo mio, voglio celebrare il venerdì di passione, con questo antico testo di Guccini, che risale al 1967.

 

Venerdì santo

 

 Venerdì Santo: prima di sera, c'era l'odore di primavera;

Venerdì Santo: le chiese aperte mostrano in viola che Cristo è morto;

Venerdì Santo: piene d'incenso sono le vecchie strade del centro,

o forse è polvere che in primavera sembra bruciare come la cera.

Venerdì Santo: stanchi di gente siamo in un buio fatto di niente;

Venerdì Santo: anche l'amore sembra languore di penitenza;

Venerdì Santo: muore il Signore. Tu muori, amore, fra le mie braccia.

Poi viene sera; resta soltanto, dolce un ricordo: Venerdì Santo.

 

postato da ORBOEDEGA | 11:30 | commenti