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lunedì, maggio 05, 2003
IDILLIO BENEVENTANO
Capita di trascorrere qualche giorno nel beneventano-casertano, per la prima volta.
Impatto notevole, per la semplicità di vita, la mancanza di ritmi forsennati – senza povertà o senso di malessere.
Costo della vita da far gola ad un romano; paesi a misura d’uomo, architettura e urbanistica d’altri tempi, almeno nei centri storici (con qualche inevitabile eccezione).
Per il turista, il viaggiatore, però, la vita non è semplice: hai in continuazione l’impressione che non ci si aspetti turismo se non quello locale.
Orientarsi sulle strade non statali è quasi impossibile, pur consultando le carte al 200.000 del TCI.
Incontri strade nuove, non presenti sulla carta; ma, soprattutto, non incontri segnaletica agli incroci – oppure è inadeguata, incompleta.
Pare si dia per scontata che chi si deve recare in un certo luogo, imboccare una certa strada, sappia già come e dove farlo, perché è del luogo. Al turista quella località, quella strada non possono interessare. Quindi, tanto vale non dare indicazioni.
Atteggiamento sbagliato, perché sono sicuro che non siamo solo mia moglie e io ad essere curiosi del territorio anche – e soprattutto – al di fuori dei classici itinerari turistici. Però, se mi devo arrabbiare in continuazione perché in continuazione perdo la strada … finisce che perdo la pazienza e me ne vado via prima del tempo.
Eppure, mi dico. Che ci vuole a mettere qualche cartello in più?!
Un po’ alla volta capisci che fa parte, questa carenza, di una costellazione più ampia: la mancanza di mentalità ‘imprenditoriale’, di senso dello sviluppo turistico. Prova ne è la carenza di ricettività a livello di agriturismo e bed&breakfast.
Poi, egoisticamente ti interroghi: se si sviluppa il turismo, non finirà tutto a puttane come in tanti altri luoghi ‘scoperti’ negli ultimi decenni?
Ovvero: è possibile uno sviluppo turistico rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni, delle persone?
Ci sono già un sacco di cave che deturpano quelle terre; complessi alberghieri e discoteche non sarebbero un’ulteriore schiaffo?
Faccio dell’accademia, certo, perché non sarò io a decidere –e probabilmente nemmeno la gente comune. Però, che bello se i cittadini potessero compiere una scelta cosciente ed equilibrata. Non dettata solo da mire economiche …..
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