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martedì, maggio 06, 2003
‘LE MIE PRIGIONI’, di Silvio Berlusconi
Come vorrei far giungere la mia voce a Silvio Berlusconi, per suggerirgli la mossa vincente in questa fase cruciale della sua esistenza e della storia d’Italia.
Non devi – gli direi – non devi assolutamente né sottrarti al giudizio né contrapporti a chi ti vuole far fuori mediante un uso politico della Giustizia. Faresti il loro gioco.
Tu, invece, li puoi sconfiggere seguendo l’esempio storico di un illustre patriota italiano: Silvio Pellico, del quale – mirabil coincidenza! – indossi il nome.
Ti dovresti lasciar carcerare, pur proclamando fiero la tua innocenza – e una volta dentro mettere nero su bianco la tua vicenda personale intrecciata a quella patria.
“Le mie prigioni” di Silvio Berlusconi.
Si disse all’epoca che quel libro fece più male agli austriaci di una battaglia persa. Così avverrebbe oggi se Berlusconi accettasse di seguire il mio modesto consiglio.
C’è nessuno, tra voi che mi leggete, che gli è cos’ vicino da poterglielo trasmettere?
Farebbe un grosso favore al Paese, prima che all’Uomo.
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