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sabato, febbraio 22, 2003
ARCHIVIO BLOGBUSTER - 3 GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 VICENZA DI CAZZEGGIARE Lettera a un amico vicentino, conosciuto via email. ciao Franco, vediamo un po' chi potresti essere: 1. Di Pietro, che aspira a prendere il posto di Pietro alle porte del Paradiso, giusto per mandare al diavolo un po' di gente 2. avendo tu 27 anni, potresti essere un povero cristo che non vede l'ora di arrivare a 33 anni per avere diritto all'assunzione in cielo 3. sei un webmaster esperto di mondi virtuali che aspira ad essere assunto dalla microsoft 4. sei un allievo dell'Accademia aeronautica che sogna di essere assunto come pilota civile 5. non ammazzare 6. perché non ti iscrivi al collocamento e metti la testa a posto (ti posso consigliare il mio parrucchiere, dal momento che con me fa pochi affari, essendo io leggermente stempiato sulla nuca). Le sto sparando grosse? Sarà perché ormai da tempo ho superato la fase anale e sono passato a quella fallica (cioè: anziché stronzate sparo cazzate). Se davvero hai propensioni per le schedature, posso metterci una buona parola con un mio amico che lavora nei Servizi segreti: ti farei collocare all'ultimo piano del loro edificio, così potresti toccare il cielo con un dito. Chissà di che sapore è il cielo con dito…? Minchia, hai solo 27 anni!!! un autentico pischelletto, un imberbe fanciullo che si dischiude alla vita! Beato te che hai un futuro davanti: io ho solo un fut urologo, davanti. Sai, la prostata… Mi fa piacere che tu sia vicentino: ti inviterò presto a casa mia, dato che ho un contenzioso con il gatto di mia moglie. Eh, questi luoghi comuni duri a morire… Vicenza mi ricorda gli anni d'oro della sua squadra, quella di Paolo Rossi prima che si mettesse a fare il comico. Forse tu non ricorderai il suo mitico spettacolo di calcio-cabaret dal titolo 'agente 0 a 0 nel 7, vicenza di uccidere' (questa è veramente pessima, ma la lascio, perché tu sappia a quali livelli di vuoto mentale possa giungere l'uomo nella fase della sua maturità). Il sito continua a non cagarmi: probabilmente non gli piace la mia grafia o il mio deodorante... Per oggi basta, almeno a me. Stammi bene e curati la sinusite. Non ce l'hai? e che c'entro io! se ci tieni ad averla ti mando il virus via email. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 LETTERA A UN AMICO ASPIRANTE ESEGETA BIBLICO Caro amico, Mi pare tu nutra delle ambizioni (attento alle farine animali!) ed è quindi necessario aiutarti ad acquisire un'impostazione letteraria rigorosa. Ora, tu scrivi: 'In principio era il Verbo'. Eh no, caro mio, cominci male! Il lettore potrebbe sentirsi preso per il culo (perdonami il ricorso a termini tecnici propri della filologia romanza): in principio era 'in' e non 'era'! Quindi: 'in principio era la preposizione semplice' e non ‘il verbo’. L' enunciato che segue ( '…e il Verbo era Dio') meritava un ulteriore approfondimento, date le implicazioni altamente pregnanti in esso contenute. Come ti è noto, sta scritto: 'Et verbum caro factum est'. Questa frase è sempre stata stravolta nel suo autentico significato e solo dopo anni di efferati studi ho portato alla luce il suo significato profondo. Eccolo: 'Et verbum, caro, factum est'. Un altro passo avanti: 'Et verbum, caro, est 'factum'. Tradotto in italiano: 'ed il Verbo, caro, è 'fatto''. Quindi, per la proprietà transitiva dell' uguaglianza, come tu affermi: ' Il Verbo era Dio' = 'Dio era il Verbo' ='Dio era 'fatto''!. Il che spiega alla perfezione tutto il casino che ne è seguito per sei giorni, finche non ha smaltito l'effetto del trip e si è dato una calmata. Tu scrivi: 'e cercarono alloggio per la notte', senza ulteriormente specificare. Perché cercarono alloggio per la Notte? Li aveva incaricati lei in persona di cercarglielo? non poteva farlo da sola? Maria e Giuseppe erano forse uomini della Notte? Il lettore se le pone, queste domande e tu non puoi lasciarlo senza risposte. A meno che senza risposte non ti ci abbiano lasciato te; nel qual caso, cambia fornitore. E ancora. Ma non ti balza all'occhio l' incongruenza delle due frasi 'Maria aspetta un figlio' ed 'ha bisogno di un posto sicuro per dormire'? Non ti pare di aver dipinto il quadro di una madre snaturata, che intende aspettare il figlio dormendo? Altro che trepida attesa! E poi, Giuseppe la mollerebbe lì da sola ad aspettare questo figlio? Potrebbero almeno fare i turni! Perché era accorsa tanta folla a Betlemme? per un semplice censimento? dura da credere… C'era forse un granpremio? o una fiera campionaria? o un concerto di Renato Zero (ricordiamoci che correva l'anno zero)? Che vuol dire 'dovettero accontentarsi di una stalla'? erano tutti occupati gli alberghi a due e tre stalle? O non sarà che quei due avevano la puzza sotto il naso, stile 'principessa sul pisello', dal momento che la storia parla addirittura di 'stalla cometa'? 'Qui Maria ha il suo bambino'. Ovviamente, non può che farci piacere sapere che l'ha trovato; ma come la mettiamo con il fatto che lo stava aspettando, mentre lui se ne stava nella stalla?! è toccato ancora alla vecchia andarselo a cercare? Però, in italiano 'ha' equivale a 'possesso'; quindi, vuol dire che Maria tiene il figlio nella stalla? Può una madre concepire un'idea simile? e puoi tu concepire un personaggio così snaturato? Fallo almeno tenere in una stalla all' attico, cos' sarà uno stallattico! Chiudi dicendo: 'Ma chi è il padre?. Continua'. Senti, io per un po' ho continuato a chiedermi 'ma chi è il padre?', poi mi sono rotto i maroni di questo tuo giochino, anche perché non si vince mai niente. P.S. Ti è piaciuto il mio commento? vorresti riceverne altri? scordatelo!!! Vuoi aggiungerlo al tuo testo? cazzi tuoi! Ti piacerebbe impostare un duetto? trovati una buca delle lettere! Scusami lo sfogo, ma mi succede sempre quando mangio troppo salame. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 CAZZARIKE 2, LA VENDETTA Conoscevo un certo Salgemma, parente di salgiuliano e sua controfigura durante le sparatorie nei saloon (da qui: Sal Gemma). Avrei potuto essere suo padre, se solo avessi copulato da minorenne; sapendo cosa volesse dire, ovviamente. Vi metto sull'avviso (visto che non ci andate da soli) che non sono dotato né di autoironia né di autocritica, in quanto non posso portare macchine, non avendo la patente. Omero, uno che ci vedeva lontano, si ispirò a me per il personaggio del Ciclope, con la differenza che lui da quell'unico occhio ci vedeva bene, tranne quando i cristiani gli ricordavano che ci aveva dentro una trave. Comunque, tranquilli: non ho mai ammazzato nessuno per avermi dato della mummia, perché non avendo buona mira ho sempre mancato il bersaglio. Sempre in tema. Un paio di anni fa, tentai di varcare la Porta Santa del Giubileo a Roma, ma, sulle ali dell’entusiasmo, ho sbagliato la mira e sono finito in un porta cenere, in mezzo a tanti mozzi coni gelati. E' lì che ho avuto l'ispirazione di descrivere questa mia esperienza, nel celebre pulp-phlet 'L'ultimo dei mozziconi', del quale riceverete presto una copia: o maggio o aprile. Una copia, perché l'originale sono io. In conclusione: chi fa da sé fa per tre tre per tre fa nove se c'è il sole non piove ma se piove o tira vento anche solo son contento. P.S. Quando vuoi tirarti su, usa un bel nodo scorsoio. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 CHI SOGNA BERLUSCONI UCCIDE ANCHE TE! Caro giovanotto, dire che lei mi lusinga è dire poco. Quindi, dirò che lei mi lusinga molto. Infatti, dai miei precedenti scritti lei non solo ha arguito che son d'otto ore, ma pure che son psicanalista. Lei, quindi, può con me sfogarsi di ogni suo problema e sgravarsi di ogni suo fardello, perché io sono un puro di cuore, nel nome del grande Sigmund. E come diceva s.Agostino: 'Omnia munda sigmundis. Dopo questa bella prolusione, veniamo al suo sogno. Prima devo precisare che io sono un fondamentalista di destra, tanto che da piccolo ho fatto il vaccino antirabbinico e conosco il movimento veneziano 'fondamenta nove', nato proprio in funzione antirabbinica e che ha come proprio inno 'I can del ghettoooo', cantata dal mitico Jegger degli Stones. Vediamo ora il suo sogno fase per fase. I. Berlusconi si trova su un pulpito ed arringa la folla da par suo, giurando sulla testa dei suoi figli che, dopo aver vinto le elezioni, non proverà a cambiare l’ordinamento costituzionale, accentuando i suoi poteri personali. ‘Che Dio mi fulmini se non dico la verità’ conclude il botolo. Il vento disperde rapidamente le sue ceneri. La chiave di lettura sta nel termine 'arringa'. Berlusconi, in veste di novello Gesù, tenta nuovamente il miracolo dei pani e dei pesci, questa volta però tentando di moltiplicare i polli. Il finale richiama un'altra analogia biblica: Saulo che viene fulminato sulla via di Damasco (belli i tempi in cui le vie non venivano asfaltate ma ricoperte di tessuto!) Interpretazione allegorica: Berlusconi deve impostare un'ulteriore campagna cartellonistica, perché c'è ancora qualcuno che non si fida di lui II – Berlusconi invita i mercanti nel tempio, ma poi cambia idea e decide di ucciderli tutti. Ordina a Pietro Taricone di far cadere il tempio, spingendo tra due colonne. Il calvo dice:’Dato che siamo fatti tutti allo stesso modo moriremo insieme. Cenere eravamo e cenere ritorneremo ad essere.’ Taricone esegue il suo compito gridando:’Muoia Taricone con tutti i filistei’. Questa parte del sogno mi resta più oscura, ignorando io l'esistenza di questo personaggio mitico di nome Taricone. Posso presumere che cristo-berlusca faccia entrare i mercanti nel tempio perché è il momento dei 'consigli per gli acquisti'. Decide però di sterminarli in preda ad un raptus di monopolismo assoluto. Ecco perché fa abbattere il 'tempio della finanza', che poi ricostruirà in tre giorni, aggiudicandosi l'appalto con uno dei suoi soliti miracoli. Molto sottile l'analogia contenuta nel pensiero distruttore del taricone: come 'Bacco, tabacco e Venere riducon l'uomo in cenere', così 'riccone e tariccone in genere riducono il tempio in cenere' III. Berlusconi vince le elezioni, ma decide subito ed inspiegabilmente di dichiararsi prigioniero politico. Si ritira quindi a vita privata. In seguito chiarisce: ’Il mio regno non è di questo mondo’. Figliuolo, che ti devo spiegare? questo è il tipico caso di sogno-esaudimento di desiderio! Il fatto che tu ti dichiari di destra, non vuol dire niente: è il desiderio della nazione intera che si è materializzato nel tuo inconscio. Purtroppo, tu ti sei perso il seguito del sogno, che invece è toccato in sorte a me. Pronunciata la fatidica frase: '…non è di questo mondo', Berlusconi ordina che gli portino una superpetroliera carica di terra grassa della Patagonia. E su questa terra rifonda il suo regno. IV - Leggo “Il Libro nero del consumismo” che Berlusconi stesso mi ha prestato. Trovo strano questo lembo di sogno: Berlusconi non presta mai niente, nemmeno l'attenzione e men che mai l'orecchio. Figurati se ti presta un libro, lui che li vende! V – Berlusconi ha cambiato sesso e si esibisce come letterina. E’ così abile che riesce a riannodare le proprie scarpe usando solo la lingua. Berlusconi che cambia sesso è immagine di una forza mitologica straordinaria! Lui, il profeta del consumismo, dà l'esempio supremo ed incita il volgo a gettare anche il proprio sesso per acquisirne (a pagamento) un altro. Grandioso! Peccato che una fase di così alto lirismo onirico venga brutalizzata dall'immagine finale di un Berlusconi che si allaccia le stringhe con la lingua. Anche perché è ben noto che Berlusconi tutto è tranne che stringato; ed ai suoi ha insegnato a fare ben altro uso della lingua. VI – Mi converto dopo una notte turbolenta e decido di votare per Rutelli. Ecco che ritorna il tema della conversione, sempre per riallacciarci ai cambiavalute del tempio: l'Io-Saulo, abbagliato dalla luminosità incandescente del SuperIo-Silvio, ne viene fatalmente respinto, ricacciato là dove c'e freddo e stridor di denti, 'in quel loco ove i mortal cervelli convergono da destra e da sinistra e nell'urna danno il voto a Rutelli', come canta Dante nell'Articolo 31° dell'Inferno, dove anche gli spinelli conducono a Rutelli. Mio giovane e baldo amico, qui conviensi io chiuda questo mia saggio interpretativo, giunto a chiara ed inappellabile conclusione. Anche perché, come canta il Petrarca 'a forza di scherzar col Berlusconi vieppiù trascuro Laura, speme mia per giunta scompigliandomi i coglioni' Indi vado a concludere, consigliandole la terapia del caso: e provare a mangiare più leggero la sera?! Mi stia bene! anzi, mi stia meglio! GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 L'INVIDIA DEL PENE Questo è un saggio di anatomia comperata. ’Anatomia comperata’, avete letto giusto: comperata, in quanto Berlusconi, come suo costume, per avercelo più lungo di Rutelli se l'è dovuto comperare. Ovviamente, non ha badato a spese per questo trapianto d'organo ed ha voluto controllare di persona l'albero genealogico del donatore, che doveva essere uno stallone d'orango, pardon, di rango. Berlusconi, infatti, era quasi schiattato dalla rabbia il giorno in cui, consultando il suo specchio fatato, alla domanda: 'specchio specchio delle mie brame chi ha il più lungo fra gli uccelli?' si era sentito rispondere: 'Ma Cicciobello Rutelli!'. Passi la statura più alta, ma anche l'uccello più lungo, no! Era un affronto troppo glande per il premier. Uno che deve metterlo al culo ad un'intera nazione non può avere un pistolino stile arachide ammuffita! Non è stato facile trovare un donatore alla lunghezza del compito; ma si sa che il denaro apre tutte le porte e tutte le patte. Dopo una lunga e riservata indagine, la scelta è caduta su un pregiatissimo esemplare di razza mandingo, il cui avo era già stato selezionato per riprodurre schiavi di qualità superiore. Naturalmente s'è posto il problema della pelle nera: il presidente del Milan mica poteva girare in bianconero! L'equipe incaricata dell'operazione si è pertanto rivolta ai medici che hanno sbiancato M. Jackson. Conseguenza: tutte le sere, il povero Silvietto s'è dovuto fare dei mega impacchi di infuso di camomilla, al limite del peccato solitario. Ora, però, può menar vanto della sua trivella ed usarla come arma per sfottere alla grande. Berlusconi vuole essere un premier operaio perché il suo sogno è lavorare alla catena di montaggio. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 UTINAM..... Viandante che t’imbatti in queste deiezioni cerebrali, chissà che un giorno non ci si ritrovi nello stesso poligono di tiro a sparare cazzate insieme GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 IO NON ME LA PRENDO. ME LA DANNO caro amico, tu con me puoi dormire sonni tranquilli; tu a casa tua e io alla mia, ovviamente. Sono una specie di valeriana, una Valeriana Marini, che ti dà la pace dei sensi. Io non me la sono mai presa, perché me l' hanno sempre data spontaneamente prima ancora che aprissi bocca. Così non me la prendo, non monto su tutte le furie (ne lascio sempre un po' anche per gli altri), non divento facile preda dell' IRA, in quanto evito accuratamente l' Ulster. Detto questo, lascia che ti dica (e dai, lascia!) che ben comprendo la tua amara ironia: essere giovani ed avere costantemente davanti agli occhi come si diventerà quando si avrà l'età di quelli che sono già diventati come noi diventeremo… meglio spararsi in vena delle belle dosi di sana ironia e di umorismo! Sempre che non si opti per l'assoluzione estrema, quella condita con l'estrema unzione. Quindi, vai pure a ruota libera o, se preferisci i viaggi lunghi, vai a quel paese. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 BERLUSCONI VUOL DIRE FIDUCIA Tanti vorrebbero vedere Vespa fatto a pezzi: forse che in Italia la vivisezione non sta per essere proibita? Il nostro premier, invece, gode della massima fiducia urbis et orbis. Bush si cala le brache davanti a lui con il più totale senso di abbandono (e con lui Morandi e Pera). La stessa cosa hanno fatto 18 milioni di italiani il 13 maggio del 2001. Putin, per il momento, si limita ad affidargli il ruolo di balia delle sue figliole. Lo stesso Vespa gli ha affidato le sorti della sua carriera. • GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 FERRARA E IL SENSO DEL DOVERE Giuliano Ferrara, gli muore la mamma – e lui il giorno dopo è lì, negli studi de La7 a condurre ‘Otto e mezzo’. Per lavorare come tutti i giorni, come se niente fosse, perché il mondo va avanti e i telespettatori hanno diritti che vanno oltre le vicende personali e i sentimenti di un giornalista- conduttore televisivo. Grande professionalità. Lucida coscienza del proprio – imprescindibile - ruolo nella vita di chi da te si aspetta se non l’illuminazione, almeno l’indicazione di dove si trova l’interruttore. Un punto fermo nella nostra vacillante esistenza, che non arretra nemmeno di fronte alla morte – altrui o propria che sia. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 L'ERA DELLO STAGISMO La superiorità degli Stati Uniti è incontestabile. Pensate solo a questo: noi per decenni abbiamo vissuto la tragica epoca dello stragismo. Loro, quella molto più godibile dello stagismo clintoniano. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 QUELLO CHE FARETE ALL'ULTIMO.... Gesù Cristo diceva:" Quello che fate all'ultimo degli uomini, lo fate a me". Ben detto, vecchio Jesus! Questo, almeno, ci autorizza a dire senza rimorso quello che vogliamo al Primo fra gli uomini e al Primus inter pares fra gli dei. Berlusconi, ovviamente. GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 DI-DALEMMA Cofferati o D'Alema? questo è il problema? Mi chiede mia mamma: "E parlar di programma?" GIOVEDÌ 16 GENNAIO 2003 I costi ella guerra In questi giorni sono in molti a fare i conti di quanto costi ritardare ulteriormente l'inizio dxella guerra. L'apparato bellico USA costa l'ita di dio, magari anche di Allah. E se i conti li avessero fatti prima, calcolando quanto si sarenne risparmiato non mettendo in moto la macchina bellica? Mi chiedo nel chiuso del mio blog: se tutti i miliardi e miliardi di dollari investiti li avessero offerti a Saddam per andarsene fuori dalle balle senza colpo ferire...? Eh già, poi l'industria bellica che ci guadagnava? e il prestigio personale di Bush? No, non scherziamo: queste sono ipotesi da bar. La guerra, invece, è una cosa seria: buffoni e burattini non la faranno mai. VENERDÌ 17 GENNAIO 2003 NAUFRAGI COLLINARI La nebbia agli irti colli piovigginando sale e Berlusconi invece aspira al Quirinale. Ma per le vie del borgo, tra il ribollir dei tini per colpa della nebbia si scontra con Casini. La torre sarà antica, però da quella vetta chi deve buttar giù il povero Gianni Letta? All’eminenza grigia veloce il pensier corre: ”Salviamoli tutt’e due, buttiamo giù la torre”. Come disse il poeta: m’illumino d’immenso e il naufragar m’è dolce in questo mare melenso
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