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domenica, febbraio 23, 2003
Se sapere poco dedlle Filippine, leggete qui!
Offerto da Granbaol: La filippica - Ve le ricordate le Filippine? di mp. Curiosi restroscena e gustose rivelazioni sull'universo sconosciuto delle Filippine, colf e non. Ve le ricordate? Le filippine sono quelle che arrivavano in Italia negli anni 70. Ma ora che fanno, a parte pestare le vecchiette? Quando, per l'ultima volta avete sentito parlare in televisione del Congo o della Birmania? Un titolo di giornale sull'Eritrea o sul Sudan, vi ricordate quando l'avete visto per l'ultima volta? Forse sul Sudan non molto tempo fa, un po' se n'è parlato, se non altro perché poteva essere l'Iraq di turno. Ma certamente non in prima pagina, anche se lo meritava. C'è un altro paese che è uno dei casi più eclatanti di silenzio dell'informazione occidentale. E' un arcipelago di isole abbastanza conosciute, soprattutto in Italia, dato che fu da lì che, nei primi anni 70, grazie ai missionari italiani, arrivarono molte colf e badanti. Settemila isole, ottantaquattro milioni di abitanti, la maggior parte cattolici - le Filippine sono uno dei paesi più dimenticati del mondo. Eppure è un paese molto interessante se si guarda dall'alto l'attuale situazione mondiale, dato che è uno dei paesi che ha più a che fare con il nuovo terrorismo internazionale. Provate a immaginare un paese dove praticamente ogni settimana ci sono scontri tra l'esercito e alcuni gruppi di terroristi separatisti, che rivendicano uno stato indipendente e che pare abbiano a che fare con - udite udite - Osama bin Laden. Ma non ci sono solo loro: nelle Filippine c'è una vera e propria abbondanza di gruppi terroristici: da quelli islamici o che comunque si dichiarano tali (una minoranza molto rumorosa, concentrata nel sud del paese), a quelli comunisti (come il Nuovo esercito popolare-Partito comunista filippino). Tanti piccoli gruppi, spesso di semplici delinquenti, che colpiscono con attentati dinamitardi e azioni di guerriglia, per non parlare poi della passione di alcuni di sequestrare turisti o missionari americani e magari, perché no, decapitarli. Basti una cifra: 150 mila. Le vittime della guerra tra il famigerato Milf (Fronte di Liberazione Islamico Moro) e l'esercito di Manila. Immaginate che in passato questo paese così confuso fosse governato da un attore cinematografico, eletto grazie alla sua fama e alle molte promesse, uno che annunciava di combattere la corruzione e poi, incredibile, concluse la sua carriera di governante proprio per questo reato. Mettiamo che ora a governare sia una donna, una certa Gloria Arroyo, non di elevata statura ma sicuramente molto decisa, una che, per capirci, porta in televisione uomini appena arrestati presentandoli come pericolosi terroristi, salvo poi cambiare idea e spiegare che "si è trattato di un errore". Gloria Arroyo ha deciso di annientare tutti i gruppi terroristici, e per fare questo si fa aiutare dal governo Bush che apprezza e sostiene. L'operazione militare congiunta, americano-filippina, è stata chiamata Balikatan, che in lingua filippina significa "spalla a spalla". E Washington l'ha addirittura definita "la fase due di Enduring Freedom". Dovete immaginare che in questo paese ci vadano ogni anno centinaia di marines americani per addestrare i soldati a combattere il terrorismo, raggiungendo risultati non proprio esaltanti, anche perché si combatte nella giungla, in zone che i ribelli conoscono alla perfezione. Non a caso a qualcuno è tornato in mente il Vietnam… Per i media occidentali - parliamo soprattutto di quelli italiani, dato che sono quelli che conosciamo meglio - mi dispiace, ma tutto questo dovrete continuare a immaginarlo. Ogni tanto, a dire la verità, qualcuno se ne occupa. Se non lo fanno i telegiornali lo fa qualche sito d'informazione. Ad esempio, il 10 ottobre del 2002, Tgcom aveva un articolo proprio sulla presidente delle Filippine Gloria Arroyo. Ve ne riportiamo uno stralcio. Gloria Arroyo: "Faccio molto sesso" Presidente delle Filippine si confessa "Si, faccio molto sesso con mio marito nonostante l'impegno politico" ha risposto il presidente delle Fillipine, Gloria Arroyo, alle domande un po' indiscrete a cui è stata sottoposta durante un incontro con la stampa estera. La Arroyo, che ha 55 anni, è famosa per sapersi mantenere giovane e per la sua vita mondana. Così non si è scomposta quando i giornalisti le hanno cominciato a fare domande sulla sua vita privata. L'articolo prosegue nello stile caratteristico di Tgcom e poi conclude così: Dopo aver soddisfatto le curiosità dei giornalisti sulla sua vita privata il presidente filippino ha invitato i corrispondenti esteri ad occuparsi di argomenti più importanti. Già, ben detto. Ma quali argomenti più importanti? Non ci è dato saperlo. Prendiamo un altro sito, ad esempio IlNuovo.it, che, va detto, tra i siti d'informazione italiani non è il peggiore. Nel gennaio di quest'anno, però, mentre nelle Filippine c'erano durissimi scontri, Il Nuovo ci regalava questa perla... Filippine, pillole contraccettive per far crescere le orchidee (Vi risparmio il testo dell'articolo, se proprio ci tenete potete leggerlo qui ) Va bene (cioè, va male) abbiamo capito: la stampa e la tv ne parlano molto raramente, quasi casualmente, magari solo se tra gli ostaggi di un rapimento c'è qualche occidentale, come quando i ribelli di Abu Sayyaf (quelli che amano mozzare teste e che sono considerati il punto di riferimento di Al-Qaeda nel sud-est asiatico) rapirono una coppia di missionari americani. Allora sì, ne parlarono tutti. Ma, appunto, fu un caso. Solitamente non se ne parla e spesso capita che non esistano nemmeno articoli in italiano. Però, di cose brutte ne succedono in tutto il mondo - dirà qualcuno - anche e soprattutto a casa nostra. Dunque perché dovremmo preoccuparci tanto di queste Filippine? Le Filippine, già l'abbiamo detto, sono molto interessanti, anche perché possono essere viste come un modello di quello che da un po' di anni succede nel mondo. C'è una minoranza incazzatissima che rivendica da anni l'indipendenza, accusa il resto del mondo di colonialismo e imperialismo, si mischia con bande di semplici delinquenti e non sempre è facile capire gli scopi reali. Colpiscono con azioni sanguinarie, mietendo centinaia di vittime ogni anno in nome del proprio popolo e del proprio dio. Questa minoranza, che non sembra essere così trascurabile, la chiameremo per comodità "terrorismo di matrice islamica", così come la chiamano i giornali. Questo "terrorismo di matrice islamica" è contrapposto a un esercito che tenta di combattere questi nemici in nome della pace e della sicurezza. Come potete capire, ce n'è abbastanza da non dormirci la notte. Ma per il momento tutto tace. Poi, come l'11 settembre, succederà qualcosa. Allora anche i mass media occidentali si decideranno a parlarne, saranno costretti a spiegarci cosa diavolo sta succedendo da quelle parti, a farci conoscere queste persone di cui noi ignoravamo l'esistenza. Dovranno farlo. Se non altro perché il puzzo del sangue ormai sarà arrivato fino alle nostre finestre. m.p. LINK CONSIGLIATI: Warnews - Sito d'informazione pacifista e indipendente che fornisce notizie aggiornate su tutte le guerre contemporanee e i conflitti armati in corso nel mondo. In italiano. MISNA - Agenzia indipendente dei missionari. In più lingue.
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