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lunedì, febbraio 24, 2003
ARCHIVIO BLOGBUSTER - 10
GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 2001 ODISSEA NELL'OSPIZIO
Film di Aldogiovannigiacomo
Aldogiovanniegiacomo trascorrono i loro ultimi giorni nella casa di riposo Gesugiuseppemaria. Arrivano un giorno i Fichi d’India, che, ancora spinosi, si inimicano tutti urlando a squarciagola: ‘AMICI!AMICI!’. Arriva anche Fazio
, che vuole a tutti i costi organizzare una ripresa di ‘Quelli che il calcio; seri problemi di osteoporosi mandano in fumo il suo piano, tanto che Baglioni non sa con che cosa accompagnarsi mentre canta ‘Strada facendo’, con il coro dei nonnini che gli fa eco: ‘il piscio perdendo’. Il gruppo si rimette in moto quando arriva Greggio, che con l’età si è raffinato e non palpa più il culo alle veline, con gli occhi. Anche perché ha grossi problemi enzinatici. Comunque si ride e se ne vedono di tutti i colori. Pellicola in B/N Musiche di Luigi Nonno
GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 INDIGNAZIONE! di VLADIMIR MINKIJYAVSKIJ - 1 Spesso, di questi tempi, si sente parlare della Commissione Mitrokhin. Voglio dare il mio contributo alla ricerca della verità, diffondendo il seguente memoriale.
“Mi chiamo Vladimir Minkijyaskij e sono un ex agente del KGB. In primo luogo vi spiego perché ho scelto proprio Clarence per svelare il mio segreto: inizialmente mi ero rivolto al Consorzio Campano per la Tutela della Bufala, ma poi, dietro segnalazione di un amico, ho preso visione del vostro sito e ho ritenuto che fosse il luogo propizio per dare credibilità alle mie rivelazioni. Credibilità e serietà, questo è ciò che ho apprezzato in voi. Come vedete, io non sono un Mitrokhin qualsiasi, che va vendendo memoriali a peso d' oro. Io quel Mitrokhin lì lo conosco dai tempi dell' asilo, quando frequentavamo insieme l' asilo nido speciale per futuri agenti del KAGHEBE': ci insegnavano a nascondere microspie nel vasino dei nostri colleghi, per captare le loro stronzate. Mestiere di merda fin dagli esordi, il nostro. Il Mitrokhin era la pippa del gruppo, il più insignificante di tutti, tanto che gli avevamo appioppato il soprannome di MITRO…CHI?! (la cosa più difficile era pronunciare i puntini di sospensione), per evidenziare la sua nullità. Ci insegnavano a fare la spia(*) alla suora, pardon, alla compagna maestra giardiniera, raccontando tutto quello che facevano i nostri colleghi e le compagne M.G. (=Maestre Giardiniere) stilavano dei rapporti quotidiani su ognuno di noi, che consegnavano alla compagna direttrice che li trasmetteva al responsabile degli asili nido che li trasmetteva all' apposito servizio dell' archivio centrale, dove venivano catalogati ed inseriti nel fascicolo personale di ognuno di noi. Se non lo sapete, il grosso degli agenti del KAGHEBE' era impiegato negli archivi: una parte si occupava di classificare e collocare i documenti; l' altra di piazzare cimici per ascoltare i discorsi degli archivisti. Naturalmente, le trascrizioni fedeli dei discorsi degli archivisti venivano a loro volta classificate ed archiviate da altri archivisti che a loro volta … e così via all' infinito. Ecco perché ai vecchi bei tempi in URSS non esisteva la disoccupazione. Ma ritorniamo a Mitrok, come noi lo chiamavamo, giusto perché non si sentisse un tipo troppo ‘In’. Nonostante gli piazzassimo più cimici quotidianamente nel vasino, non sapemmo mai niente di lui, perché era stitico. Proprio da qui nasce tutto: dalla sua analità, dal piacere che provava a trattenete le feci e, quindi, dal desiderio smodato di possesso del denaro.
• GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 INDIGNAZIONE di V.M. - 2 Spiava tutti e tutto e si rivendeva tutte le informazioni a chi gliele pagava meglio. Divenne famoso fra di noi per essere riuscito a farsi pagare a peso d' oro da Brezhnev l' informazione che sua moglie andava a letto con il capo del PCUS. Prima che si rendesse conto del tiro, era morto (Brezhnev, che morì di crepacuore proprio per questo). Puntando tutto su questa sua abilità/avidità; compensandolo con dacie, limousine, pellicce, collezioni d' annata di figurine Liebig, antichi francobolli del Vaticano ed altro, i vertici supremi del KAGHEBE' (**) gli affidarono l' allestimento della rete spionistica in Italia. Lavorò sodo e seminò in ogni Direzione (ma anche nei gradi inferiori), ricorrendo a tutte le armi classiche e scientifiche, senza risparmio di colpi e di denaro. Il risultato fu eccezionale: i nostri informatori stavano ovunque, non si conoscevano fra di loro e perciò stavano sempre all' erta, perché chiunque poteva essere un loro controllore, ma anche un potenziale traditore. Bravo Mitrok! Crollano i muri, crollano le ideologie, finisce il periodo d'oro. Ma non per lui! Comincia a vendersi segreti e dossier a destra e a manca, rivendendoli anche più volte: prima agli uni, poi agli altri, poi di nuovo agli uni come se glieli avessero passati gli altri. Quello che trovo riprovevole non è che si sia venduto l' elenco: di qualcosa si deve pur campare. Gli è che ha passato il segno: mettere Cossutta fra i principali referenti del KAGHEBE' in Italia! Perdio (adesso possiamo dirlo anche noi), infangare così chi ti ha dato da vivere per tanti anni! Ma voi l' avete presente la faccia di Cossutta? Affidereste mai a uno con quella faccia il compito di prendere informazioni sui treni che partono dalla Stazione Centrale per Venezia? o sulle previsioni del tempo per il fine settimana?! Ma dai… Ecco, questo non potrò mai perdonarglielo, a quel figlio di buona donna: sputtanare così la casamadre e tutti i colleghi che con lui hanno lavorato sodo per la patria.
GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 PER RE UBU Ho riletto in questi giorni il Pere Ubu di Jarry Lewis(1), scritto sicuramente sotto l’effetto di dosi massicce di pere Williams. Come spesso accade, la lettura di un testo così sconnesso e destabilizzante mi ha titillato il velopendulo del cazzeggiamento a gogò. Senza ritegno e senza vergogna alcuna, tanto scrivere qui è come pisciare di notte dietro una pianta: non ti vede nessuno! Ordunque, come lor signori sanno, Jarry Lewis inventò la Patafisica, che altro non è se non la descrizione fisica della Patagonia(2)(3). Il piatto nazionale di questa regione è il patè di patate, che splendidamente si accompagna ai Pata vini e al pane alle uova, che qui si chiama ‘pà d’ova’. Lo sport nazionale è il PATAPUM, una forma di lotta assirobabilonese, che consiste nel farsi mettere spalle a terra dall’ avversario e gridare: ‘Patapum!’ prima che questi riesca a ribaltare la situazione. Recentemente è stato introdotto anche il PATACADUTISMO, sport molto maschio che consiste nel gettarsi a terra da un cavallo in corsa, con i genitali protetti da compresse di guano, dette paracadute. Sport minori sono: il pattinaggio, il monopattino e il patting, che si pratica a coppie, perlopiù al buio e che non si sa bene chi vince. Verso la fine degli anni ’80 si sviluppò in Patagonia un movimento secessionista, che reclamava una PATANIA libera. Il suo leader si chiamava Pat Riotta, giornalista un tempo esponente del patagonismo di sinistra (PataLotta Continua) ed ora editorialista del quotidiano locale ‘il Pattìno’. Tutto finì a patarallucci e patavino, perchè i patagoni si resero conto di essere loro i pataterroni e che quindi non gli conveniva secedersi. La Costituzione della Patagonia, sulla falsariga del Decalogo, si chiama Patalogo e raccoglie in sè l’elenco di tutta la normativa vigente. Il personaggio politico più in vista è il presidente del Patente, l’Ente per lo sviluppo della Patagonia. Frequentemente costui è anche l’esponente di spicco del partito populista, il cui motto è ‘Ubu Pere ibi Peròn’. Partito che prese il potere nel 1929, in seguito alla grande crisi ed al crollo della Borsa, qui ricordato come ‘il Patatrac’ .
NOTE AL TESTO (1) Oltre a scrivere il Pere Ubu, brevettò anche l’acqua Lewissima, acqua sgorgante dal gruppo montuoso delle Grigne e arricchita con una polverina che le conferisce una particolare dote esilarante, che rende effervescente chi ne beve (2) Si legga anche, a tal proposito, ‘Patagonia’ di Bruce Chatwind, al quale si ispirò la Wind per la propria Chat appunto sulla Patagonia) (3) Sull’etimo del nome Patagonia è ancora aperta la discussione fra gli studiosi. V’ha chi sostiene che tragga origine da tal Patrick detto Pat, che qui naufragò secoli orsono e morì dopo una lunga agonia. Da cui: PAT AGONIA. V’ha chi cita invece il seguente aneddoto. Sbarcò qui nel 1600 (secolo più secolo meno) una famiglia di profughi greci, in origine diretti ad Otranto. Il figlio era un poco tonto ed un giorno, mentre aiutava il padre a marchiare le vacche, sbagliò leggermente mira e centrò il suo polpaccio. L’uomo, con una certa enfasi retorica tipica dell’Ellade, gli urlò: ‘Ma chi cazzo t’ha generato a te?!’. Rispose il figlio: ‘Papà, la tua donna’, che nel dialetto greco del loro villaggio d’origine suonava: ‘Pa’, ta gonia’ (dal classico ‘günè’). V’ha infine chi sostiene che la Patagonia non esiste
GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 SPOTere operaio La SPOTTANA è una mignotta che si autopubblicizza? Chi di SPOT ferisce DISPOTICO perisce SPOTORNO = infioretto un film di spot con grazia e stile La SPOTORNITOLOGIA potrebbe essere lo studio dell' impiego degli uccelli negli spot. Io sono sempre SPOTtinato perché ho perennemente un diavolo per capello. Gli è che a volte mi chiedo come ciò sia possibile, non avendo io capelli
GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 KHAMAL SUTRA
1. Non scaricare adrenalina se le balle sono troppo grandi e pesanti 2. Non scaricare files di gente che naviga in Internet se prima non hai fatto l' antinfluenzale 3. Se sei astemio, non scaricare il fucile a pallettoni ogni volta che qualcuno ti dà dello 'scaricatore di Porto' 4. Se cerchi amici, scaricati spesso e in pubblico, perché 'gli amici si vedono nel momento del bisogno' 5. Non curarti troppo del tuo peso, perché 'è più facile che un camallo passi attraverso la cruna di un ago etc.etc….' 6. Se hai un collega di nome Donato, non fissarlo in bocca, perché 'a camal Donato non si guarda in bocca'
GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 PORNO CANDIDA TURA Fosse mai che un giorno l’ex onorevole Ilona Staller si dovesse ricandidare – o altra sua collega – potrei inviarle questa email:
esimio futuro onorevole, lasci che le esprima le mie più sincere congratulazioni per la sua decisione di scendere in campo (anche se meglio si adatterebbe parlare di 'camporella'). Finalmente qualcuno con le palle! La sua lunga militanza nel mondo del cinema porno le consentirà senza dubbio di porre un frenulo allo strapotere della burocrazia, che lei, ispirandosi ad 'Ultimo tango a Parigi', potrà trasformare in 'burrocrazia'. Lei saprà anche contrapporsi validamente alle prevaricazioni della teocrazia del Va ticano, contrapponendole il 'Va' pensiero' , il 'va' 'n mona' e il 'va 'ffa…' Quindi, tenga duro e sappia che saremo in tanti con lei. Come simboli vegetali (evocativi di uno sfrenato erotismo botanico) proporrei il tronchetto della felicità e il cactus, tanto per restare in un ambito un po' spinoso (il 'cactus spinosus' ricorda un po’ 'uccelli di rovo'). Il motto sullo stemma potrebbe essere: 'il partito del cactus / previene l'ictus' (per il tronchetto della felicità potrebbe essere: 'La dà a chi la dà). Per il momento la saluto, ma non mancherà occasione di risentirci. Naturalmente, auguro a lei di non avere alcuna forma di risentimento muscolare
GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2003 BUONANOTTE Ecco è giunta mezzanotte già, ma a voi che ve ne fotte?
Sì, lo so che sono grullo m'addormento con Marzullo Quando invece sono brillo m'addormento anche con Grillo
VENERDÌ 24 GENNAIO 2003 NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E’ morto Gianni Agnelli. Premesso un doveroso: “Pace all’anima sua”, direi che si è risparmiato lo spettacolo del crollo del suo impero.
La Fiat, rimasta senza guida, sbanderà sempre più, finchè andrà a cozzare e finirà in pezzi. Chi tira IFILi della vicenda? Ma, pare ancora un berto Agnelli. Ora sarà contento Berlusconi, rimasto il vero, grande esponente del capitalismo italiano. Per noialtri comuni mortali: dalla padella nella brace. Forse un altro c’è che sarà contento per la morte di Gianni Agnelli: il figlio Edoardo, che, forse, da desso potrà finalmente avere il padre tutto per sé.
VENERDÌ 24 GENNAIO 2003 IL VERO PADRONE DEL VAPORE Finalmente sappiamo chi comanda in Italia: Bush. Lui, infatti, ci ha comunicato che noi italiani, a differenza dei tardoni francesi e tedeschi, andremo in guerra con lui contro l’Iraq. Grazie, Silvio, per averci definitivamente sottratti alla sfera d’influenza sovietica
VENERDÌ 24 GENNAIO 2003 CASTELLI CON LE CARTE. GIURIDICHE Castelli, il nostro ministro laureato in ingegneria giuridica, ha categoricamente smentito di aver affermato che invierà ispezioni presso le magistrature dove si sospetta allignino magistrati che fanno politica. ”Sono un uomo pratico, io – ha dichiarato: le invierò solo dove si sospetta agiscano magistrati che fanno politica non allineata al governo”.
VENERDÌ 24 GENNAIO 2003 VOLLI, FORTISSIMAMENTE VOLLI, MA.... Decise che era giunto il momento di guardarsi dritto negli occhi e prendere una decsione. Per quanti sforzi profuse, quella decisione non venne mai. Era strabico. VENERDÌ 24 GENNAIO 2003 E' MORTO GIANNI AGNELLI Lascia 8.000 orfani SABATO 25 GENNAIO 2003 VIGNETTE ... DI FONDO Consiglio caldamente la ‘lettura’ delle vignette odierne di Giannelli sul Corriere (delicato omaggio ad Agnelli – ma anche malinconica presa d’atto della fine di un’epoca) e di Altan sull’Unità (geniale sberleffo alla megalomania berlusconiani), entrambe in prima pagina. Hanno, quei due signori, una capacità di sintesi portentosa, capace di compendiare in una vignetta o in una riga un intero articolo di fondo. Senza mai scadere nella volgarità e nel bieco proclama di un Forattini. SABATO 25 GENNAIO 2003 Rispettiamo gli animali. Condotti al macello Incappo, di passaggio, in un servizio di Canale5 dedicato ai maltrattamenti sugli animali che vengono trasportati dall’estero in Italia. Per essere macellati, ovviamente. Pur non essendo un erbivoro, mi commuove tutta questa delicatezza nei confronti di quelle povere bestioline ammassate in camion come fossero deportati da inviare nei lager. Non hanno nemmeno lo spazio per schiacciarsi un pisolino come si deve. Magari i nazisti avessero avuto tante attenzioni verso gli ebrei stipati nei carrimerci come animali (eccola la frase assassina!). Eh già, perché noi le care bestioline ce le mangiamo, eccome! – ma non vogliamo che soffrano mentre vengono condotte al sacrificio, è disumano (infatti, si dice: bestiale). Oltretutto, se non sono comodi e ben alimentati, se percepiscono quel che gli sta per succedere, gli animali secernono la cadaverina, che conferisce loro uno sgradevole aroma. La morte deve arrivare dolcemente, di sorpresa, stile: “Ma come mai, tu qui?!, mia cara”. ”Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”. Di mucca, per l’appunto.
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