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martedì, febbraio 25, 2003

ARCHIVIO BLOGBUSTER - 19
 

MERCOLEDÌ 12 FEBBRAIO 2003
LA TERZA CANNA ... SE LA FUMASSERO LORO!
Non so quanti siano al corrente delle problematiche legate alla costruzione della cosiddetta Terza Canna del traforo del Gran Sasso. Tutto gravita intorno al laboratorio dell’istituto Nazionale di Fisica Nucleare (e già hai detto tutto).
Gli ambientalisti – ma anche la gente del posto e gli amministratori locali –hanno grosse perplessità sulle conseguenze di un’ ulteriore ferita inferta al ‘gigante che dorme’ abruzzese.
Ma leggete qua come viene presentato il tema di una prossima riunione in materia: “problematiche relative alla sicurezza del laboratorio dell’istituto Nazionale di Fisica Nucleare e della galleria autostradale del Gran Sasso d’Italia”.
Capito?! La sicurezza del laboratorio, perché loro hanno bisogno di una via di fuga in caso di incidente, non è pensabile che le persone possano lavorare là, sotto terra, con il rischio di restare intrappolati.
E la sicurezza della montagna e della falda acquifera?
Siamo alle solite: il prezzo del progresso.

MERCOLEDÌ 12 FEBBRAIO 2003
OSANNA A OSAMA, CRONO-MAN
Non esistesse, bisognerebbe inventarlo, Osama Bin Laden. E’ meglio del genio della lampada di Aladino: quando serve, arriva anche senza sfregamenti di sorta.
E’ di una puntualità sconcertante (che dietro di lui si celi hna holding milanese?).
Saddam lo scarica, prende le distanze, dice che lui c’entra proprio niente con quelli là? E quello là ti ricaccia fuori al volo, corde vocali e pathos giusto, ad assicurare i fratelli iracheni che noi siamo con voi e incitare tutti i musulmani a trasformarsi in kamikaze (eccole, le vere armi di distruzione di massa!).
Bush glielo pagherà almeno un caffè ogni tanto, anche se ora lui non sta più sul libro paga della Cia?
C’è qualcuno che si stupirebbe se, magari, in qualche parte del mondo, ricominciassero a verificarsi attentati di marca islamica?
Vediamo … potrebbero far comodo in Francia, Belgio, Germania, Italia, Russia, ma anche in Turchia.
Poi, dite che la colpa è mia….

MERCOLEDÌ 12 FEBBRAIO 2003
FONDAZIONE MARCO BIAGI. IL GOVERNO EROGA CONTRIBUTI
Venerdì 14 febbraio, san Valentino. Che farà Berlusconi?
Lo ignoro. So invece che ha convocato il Consiglio dei Ministri, alle 9,30. Tra gli altri punti all’o.d.g. si trova il seguente.

DISEGNO DI LEGGE: Concessione di un contributo alla Fondazione Marco Biagi.
Già, fa più scena erogare contributi alla memoria che non stanziare fondi per la scorta.
Niente di nuovo, no? Se appena sei – per qualche motivo – scomodo, è meglio se muori: finisci subito sugli altari.

MERCOLEDÌ 12 FEBBRAIO 2003
LO STATO FA L'ELEMOSINA ALLE REGIONI
Lo Stato - cioè il governo Berlusconi, fuurrrrboooo! – taglia i fondi alle Regioni.
E uno.
Non contento, vieta alle Regioni di imporre nuove tasse e di incrementare le vecchie.
E due.

E’ il federalismo, bellezza!

Le Regioni, anche quelle imparentate con il governo centrale, che fanno?
Fuurrrrrbeeeee!
Sommergono i ministeri e la presidenza del consiglio di richieste di sovvenzioni di ogni genere: per i terremoti, le eruzioni, le mareggiate, i carghi che si arenano vicino alle coste, i soffitti delle scuole che crollano, le frane, le alluvioni, le nevicate, le grandinate, i colpi di sole … qualsiasi occasione viene presa a – più o meno legittimo – pretesto per sollecitare stanziamenti di cifre a volte esorbitanti.
E’ il trionfo, comunque, del centralismo più bieco: non ti erogo più fondi che tu gestisci secondo i tuoi piani e bisogni, ma – se mai – contributi per la ricostruzione, che gestisco - io Stato sedicente federalista - centralmente.

MERCOLEDÌ 12 FEBBRAIO 2003
ALBA RADIOSA ... O RADIATA?
Eh no, signori miei, non si fa così! Questa è censura allo stato puro – e noi siamo in una autentica dittatura.
Ma come, il 2/5 CdA Rai ha deciso di mandare a casa la D’Eusanio, licenziarla – e io non ho mai visto una sola puntata del suo programma?!
Quelli mi vogliono privare di un essenziale momento di crescita, solo per darla vinta ai prelati della Curia romana, che hanno chiesto la testa della D’Eusanio, non essendo interessati al resto.
Lo capite, vero? Non potrò mai criticare quel programma e quando se ne parlerà in società io dovrò restare a bocca chiusa.
Figura di merda!
Quel che è peggio è che nemmeno so perché la cacciano…
Mi fa invece estremamente piacere sapere che ci stanno begando sopra CdA e Saccà: son rimasti in tre, della stessa parte, ma riescono ugualmente ad elettrizzarsi. Che fighi!
E noi, scenderemo in piazza per la D’Eusanio?
Be’, per lei no, ma per il principio dovremmo farlo.

MERCOLEDÌ 12 FEBBRAIO 2003
DONNE INSEGNANTI? SOLO DEL SESSO
La Lega chiede una scuola meno "femminilizzata"

Troppe donne nel corpo insegnate. "Un handicap nella maturazione degli adolescenti", tuona il Carroccio. Che chiede incentivi per arruOlare maschi. Relatore: la deputata Giovanna Bianchi Clerici.

Cazzo, hanno ragione! Poi gli adolescenti maschi padani, addetti alla riproduzione della razza, vengon su froci e beato chi si riproduce.
E comunque le donne non solo non devono fare troppo le insegnanti, ma farebbero meglio a restarsene nelle case.
Meglio ancora se chiuse.
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
E' GUERRA SULLA BANDIERA DELLA PACE
Non si espongano le bandiere della pace in luoghi pubblici, quali comuni e scuole!
Sarebbero motivo di divisione nel Paese, dal momento che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria alla guerra, mentre la maggioranza che ci governa, avendo da tempo impegnato le natiche con Bush, adesso deve seguirlo all’attacco dell’Iraq.
E poi c’è la legge che lo vieta – quella legge, come ricorda La Russa, approvata dal centrosinistra quando si trattò di vietare agli amministratori della Lega di esporre la loro bandiera.
Già, perché nella testa del Rodolfo Valentino di An la bandiera del secessionista, razzista, xenofobo, idrofobo Bossi è da mettere pari pari sullo stesso piano del simbolo della pace
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
TURCHI BRAVA GENTE
Dobbiamo difendere i nostri alleati turchi dai possibili attacchi irakeni, dobbiamo fornirgli armamenti moderni e insegnargli ad usarli
Noi stiamo con i turchi? Certo, perché
1. Saddam è un feroce dittatore e torturatore di prigionieri politici – mentre la Turchia è notoriamente uno stato democratico, le cui galere sono la meta preferita per le ferie di centinaia di migliaia di dissidenti e detenuti comuni;
Saddam sfrutta la religione islamica in funzione antioccidentale – mentre la Turchia è uno stato laico, dove l’islam è nostro alleato;
Saddam ha massacrato non si sa più quanti curdi – mentre in Turchia essi godono di ampi privilegi e vivono come a casa loro, anzi: la Turchia è la loro patria e i curdi di tutto il mondo sognano di vivere in Turchia;
Saddam ha fatto un uso distorto della tecnologia militare messagli generosamente a disposizione dai paesi occidentali – mentre la Turchia è nostra alleata e userà le armi solo per difendersi e difenderci.
Insomma, non facciamo di ogni dittatura un fascio! (no, La Russa, non parlavo di voi)
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
IL POLO GELA L'ITALIA
Maltempo, neve e gelo da Nord a Sud
Nevica in Puglia e Basilicata. Disagi sulle strade e scuole chiuse in provincia di Potenza. In Friuli Venezia Giulia temperature sotto lo zero in quasi tutte le province. A Trieste soffia la bora

a rega’, ce l’avete voluto il Polo al governo? E mò tenetevelo, con annessi e connessi.
 
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
LA BIG GANG DELL'UNIVERSO BERLUSCONIANO
L’Universo figlio del Big Bang ha 13.700 milioni di anni.
Il malgoverno della Casa delle Il libertà, figlio della Big Gang, ha solo 21 mesi.
Hai voglia ad aspettare che collassi….
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
IL POLO LOTTA CONTRO L'IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA
Tangentopoli e immunità,il centrodestra incalza.

Essendo i Berluscon’s people proiettati in avanti, non è tanto per il passato che si preoccupano, quanto per il futuro.
Il motto è: da Mani Pulite a Mani Libere. E Taormina rilancia: "C'è la guerra, bisogna varare l'immunità per decreto".
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
SACCA', NUME TUTELARE DEL PARLAMENTO
La trasmissione in diretta della manifestazione pacifista di sabato potrebbe influenzare quei rincoglioniti dei nostri parlamentari.
Ergo: Saccà ha deciso che non verrà trasmessa in diretta.
Casini ha vivacemente protestato, garantendo lui per la maturità e indipendenza di giudizio dei suoi subalterni.
Io invece sono d’accordo. Anzi: per non correre il rischio di turbare la serena decisione del Parlamento, vieterei addirittura la manifestazione. Il suo scopo è proprio quello, no? fare pressioni. Quindi, un tentativo di condizionare i rappresentanti del popolo mediante lo strumento della piazza.
Prendessero esempio dal nostro premier: niente conferenza stampa in diretta, ma monologo registrato su VHS.
Si registra la manifestazione e la si manda in differita, di notte, a ‘Fuori orario’. Così non offende e turba nessuno – e anche i bimbi sono a letto.
Che genio Saccà! da sintetizzare e distribuire sotto forma di saccaurina.
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
CE LO VEDETE ANDREOTTI CHE UCCIDE PECORELLI?
Non capisco, proprio non capisco lo stupore per la sentenza di condanna del senatore Andreotti in merito all’omicidio Pecorelli.
Desta scalpore e incredulità il fatto che avrebbe commissionato tale delitto alla mafia.
O bella, che avrebbe dovuto fare: sparargli lui in persona?!
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
MICCICHE' NON SI TIRA IL MARTELLO SULLE PALLE
Oh la bella notizia!
” Martello patteggia la pena. E' stato condannato ad un anno di reclusione e al pagamento di una multa di 2000 euro Alessandro Martello, il collaboratore del vice ministro dell'Economia Miccichè accusato di aver introdotto cocaina al ministero.”
20.ooo euro … il guadagno di una serata di spaccio di coca.
Quando ha saputo di essersela cavata con così poco, il Martello ha tirato un sospiro di sollievo.
Il patteggiamento in un primo tempo era stato negato “a causa del riserbo mantenuto dall'imputato a proposito dei destinatari della droga.” In seguito, non ha parlato ugualmente, ma la pregiudiziale è caduta.
Perché si è capito che indagare oltre sarebbe stato violazione della privacy.
Naturalmente – ha spiegato il suo legale, Mauro Torti – “Il patteggiamento non costituisce un’ ammissione di responsabilità, peraltro sempre negate da Martello, che ha sostenuto di essere stato un consumatore, mai uno spacciatore".
Il che è dimostrato dal fatto che addosso gli hanno trovato solo 20 grammi di coca, mica 20kg.
Dalla vicenda esce pulito anche il viceministro Miccichè, colui che autorizzò quella sera (e chissà quante altre) l’ingresso al ministero del Martello.
Naturalmente Il Miccichè “ha sempre negato qualunque coinvolgimento nella vicenda e ha sempre sostenuto di “conoscere appena” il suo collaboratore.”.

Tu pensa… l’indaffaratissimo viceministro di un ministero fondamentale affida compiti ed elargisce stipendi a collaboratori che appena conosce. Autorizzandoli a varcare la soglia del ministero.
Capito chi ci governa?! Nella migliore delle ipotesi, incoscienti superficiali che finanziano i vizi di sconosciuti raccomandati da chissa chì.
 
GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2003
IL CANCRO NON RISPARMIA IL LAGO D'ISEO
Per eventuali amici lettori del lago d'Iseo o zone limitrofe, segnalo questo inquietante articolo tratto da ilNuovo. Perchè faccia riflettere: le tragedie non sempre accadono lontano da casa nostra.

Dolomite Franchi, la Priolo del Bresciano
di Olga Piscitelli e Matteo Scanni

BRESCIA – “Benvenuti nella città dell’olio”. La scritta all’inizio dell’abitato sembra fatta apposta per distrarre l’attenzione. Gli abitanti di Marone ci scherzano su, come se il richiamo a un’antica tradizione agricola delle sponde del Sebino, ormai morta e sepolta, bastasse a nascondere i morti, quelli della fabbrica. Il «mostro», come lo chiamano gli operai, è lo stabilimento della Dolomite Franchi, che dagli anni Venti, produce materiali refrattanti per forni di acciaierie.
Nei capannoni di questo reperto di archeologia industriale piantato al centro del paese hanno lavorato intere generazioni di meronesi. Per 180 di loro è tuttora l’unica fonte dei reddito.Ma è anche fonte di un tormento che ora è finito sulle scrivanie dei giudici.
Le storie che raccontano gli ex operai sono agghiaccianti, un lungo elenco fotocopia. «Mio marito non aveva nulla, a settembre ha fatto le analisi e il medico gli ha detto che era tutto a posto. A ottobre gli è comparso un bubbone sulla schiena grande come un mandarino. A Natale è morto». Enrica Laini ripercorre così il calvario del marito, Valentino Mazzucchelli, 50 anni, 25 dei quali passati come meccanico manutentore. «Il referto dell’autopsia parlava di neoplasia polmonare, cioè tumore. Quei mandarini che vedevamo spuntare uno dopo l’altro su tutto il corpo erano metastasi. Mio marito era un omone, in quaranta giorni è passato da 90 chili a 40, lo portavo in braccio in ospedale. Non ha avuto nemmeno il tempo di fare la chemioterapia».
«Andrea finiva il turno alle dieci di sera. Non tornava, mi sono preoccupata. A mezzanotte mio cognato, che lavorava con lui, l’ha trovato in fondo al tunnel, vicino al nastro trasportatore. Era morto da qualche ora». Alla moglie, Lucia Guerini, che oggi racconta, quella volta dissero: «È stato un infarto». L’autopsia ha tolto ogni dubbio: avvelenamento da monossido di carbonio. «In pratica - spiega Franco Gianotti, collega di Andrea - i fumi delle lavorazioni sono caduti dal camino e lo hanno investito. Il reparto è sempre stato pericoloso, e quello era un incidente che poteva capitare».
Valentino e Andrea lavoravano alla Dolomite Franchi. La fabbrica stacca lastre di dolomia dalle montagne e le trasforma, immergendole nella pece e nel carbon cock, in mattoni per altiforni. Una lavorazione, ormai unica in Italia, durante la quale si volatilizzano idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), cancerogeni per l’uomo. Da sempre al centro delle attenzioni, da qualche mese lo stabilimento è anche nel mirino della magistratura. Per otto degli amministratori delegati che si sono succeduti alla guida del mostro, il pubblico ministero Alessandra Chiavegatti, ha chiesto il rinvio a giudizio. Li accusa di omicidio colposo plurimo aggravato e lesioni personali colpose. Per 19 delle vittime accertate tra l’89 e il 2000, i familiari hanno deciso di chiedere giustizia. Martedì 4 febbraio, davanti al giudice Silvia Milesi, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e l’Inail si sono costituiti parte civile, difesi dagli avvocati Luciano Nardino e Giovanni Ponte. Prossima udienza, il 6 maggio. Il rinvio è stato disposto su richiesta di tutte le parti per consentire un’eventuale definizione dei risarcimenti (indicativamente 80mila euro per le famigle degli operai morti, cifre ancora più consistenti per quelli malati ancora in vita). A spingere per la soluzione transattiva è stata la stessa Dolomite Franchi, che ha dato mandato all’avvocato Luisa Mazzola, del foro di Milano.
Il caso è macroscopico, ma la prospettiva di finire sotto i riflettori come la Priolo del Bresciano, preoccupa. Il paese è diviso tra i paladini della salute e chi sceglie il silenzio per difendere il posto di lavoro. Tutti però sanno di quegli «uccellini che cadono stecchiti dai rami senza un motivo», delle «insalate che crescono con le foglie già nere», della «polvere gialla che ricopre i tetti», dei «giramenti di testa che all’improvviso fanno svenire». La puzza di uova marce un tempo era addirittura caratteristica del paese, oggi la si sente solo verso sera. Ma c’è chi non è tranquillo nemmeno per quei casi di aborto che si ripetono con una frequenza impressionante: «In una settimana, quindici giorni fa, ce ne sono stati quattro, di cui due al quinto mese». E poi «gli eczemi che rovinano mani e viso»; e, ancora, «quel bruciore che ti prende la gola e che fai fatica a mandare via».
«Una volta - racconta Giorgio Guizza, tra i più attivi nel raccogliere segnalazioni dai cittadini - sul treno che passa in paese trovavi il cartello “non aprire i finestrini nel tratto compreso tra Marone e Sale Marasino”».
Ma su via Zanardelli, dove ha sede l’azienda, si affacciano a meno di cinquanta metri dalle ciminiere, anche la scuola elementare e l’asilo.
Monitorare i livelli di inquinamento dell’aria in paese non è mai stato facile: il carteggio chilometrico tra Comune, Regione Lombardia, Arpa e Dolomite Franchi, documenta un rimpallo di responsabilità che almeno fino al 2001 ha giocato sulla mancanza di paletti legislativi. Trent’anni di guerra burocratica che ha segnato la vita di Marone. Ultimo atto, la diffida che la Regione ha inviato all’azienda il 30 ottobre del 2001. Le richieste sono precise: «Ridurre le emissioni di idrogeno solforato, di monossido di carbonio almeno dell’85-90 per cento, e di quelle di tipo diffuso; installare nuovi sistemi di controllo, presidiare i camini dei forni e il reparto bricchettatura».
Su questo tratto del Sebino, in piena Franciacorta, alle spalle degli insediamenti rupestri della Val Camonica, il turismo è morto. Marone non conta neppure una camera d’albergo, e il monumento al frantoio che saluta i passanti all’entrata del paese rappresenta poco più che un’ambizione.
Un solo frantoio per un olio che ha comunque ottenuto il marchio Dop. Quaranta chili di extravergine in tutto, spremuti dalle piante del municipio.
Pioniere della causa ambientale a Marone è Gino Barbieri, medico della Ussl di Brescia. Fu il primo a raccogliere in modo sistematico i dati sulla mortalità per tumore in paese. Dal suo dossier, un monitoraggio dal ’69 all’83, il primo quadro allarmante: la crescita delle neoplasie sale dal 16 per cento del primo lustro al 27 per cento dell’ultimo. «Tra il ’78 e l’83 la prevalenza dei tumori maligni sulla mortalità generale si attesta sul 29,5 per cento a fronte del 23,9 per cento riferito all’Italia e al 28,3 per cento riferito alla Lombardia». Scoppia il caso.
E parte la prima delle tre petizioni organizzate da Luigina Pennacchio, infermiera ostetrica diventata un simbolo di questa battaglia ambientale. La questione investe il consiglio comunale, e di lì a poco nasce il Comitato tutela ambiente e salute, un faro per la vicenda. «È una situazione che vivo con disagio e serenità - spiega Angelino Zanotti, tessera del Ccd, da tre anni sindaco di Marone ed ex presidente della Ussl -. Il rapporto con la proprietà della Dolomite Franchi è conflittuale: da cittadino preferirei non averla sotto casa, da amministratore mi sento responsabile anche di quei posti di lavoro». Nel tira e molla tra cittadini e azienda, sostiene, «mi sono sempre speso in prima persona». Ma nel processo in corso, il Comune ha preferito non costituirsi parte civile e mantenere un atteggiamento neutrale.
Pesanti le accuse mosse dalla Procura bresciana nei confronti degli amministratori. Le perizie affidate dal Pm a Pietro Apostoli, titolare della cattedra di Medicina del lavoro all’Università di Brescia, e a Francesco De Ferrari, titolare della cattedra di medicina legale nella stesso ateneo, evidenziano responsabilità pesanti: «Diffusa polverosità ambientale», «significativa presenza di Ipa, soprattutto nel reparto blocchi», «i tumori nel loro complesso mostrano un incremento; così come aumenta la mortalità specifica per tumori dell’apparato respiratorio e digerente». Risultato: «neoplasie polmonari e renali, endocarcinomi gastrici, emorragie delle vie respiratorie, dermatiti desquamative e disidrosi delle mani, bronchiti acute, broncopneumopatie ostruttive».
«Il reparto blocchi lo chiamavamo Mauthausen - ricorda Franco Gianotti, meccanico oggi in pensione, affetto come molti ex colleghi da una grave forma di bronchite -. Fino al ’70 non usavamo né guanti né mascherine, tantomeno tappi per le orecchie. C’era una nebbia che non si vedeva a quattro metri dal nostro naso. Per pulire i camini entravamo dentro con un semplice raschietto, a mani nude». Secondo la perizia redatta dall’ingegner Dario Mirabelli, dell’Università di Torino: «Ai forni dove si miscelano la dolomite e il coke, la sorveglianza del processo costituisce una condizione di esposizione per via respiratoria e per via cutanea a cancerogeni, costituiti dalle componenti volatili liberate dal coke. Inoltre l’accumulo di polveri è continuo e la pulizia è eseguita a fine turno dagli operai del reparto».
Da trent’anni alla guida dello stabilimento di Merone, l’ingegner Carlo Scolari minimizza: «Tutto quello che si poteva fare in materia di sicurezza del lavoro è stato fatto. Certo, in rapporto alle tecnologie a disposizione. L’ultimo investimento è di tre milioni di euro per un impianto di trattamento dei fumi che entrerà in funzione a marzo. I controlli sulle ciminiere sono continui, i rilievi che facciamo noi sono comunque controllati dall’Università di Padova. I valori di Ipa risultano sempre almeno otto-dieci volte al di sotto del livello di guardia». Il prossimo a parlare sarà il giudice. Marone, intanto, torna in fabbrica.

(7 FEBBRAIO 2003, ORE 7:00)

VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2003
e' PIU' COLPEVOLE IL LADRO O IL RICETTATORE?
Saddam, quel bastardo figlio di buona donna – diventato tale solo dopo la rottura della nostra alleanza – non solo s’è inventato ‘Oil for food’ per ricattare l’occidente; ha pure continuato a vendere petrolio di contrabbando.
E sapete che ne ha fatto del ricavato? Mica ci ha sfamato il suo popolo o comperato farmaci per i famosi bambini irakeni che tanto stanno a cuore ai nostri pacifisti.
No! Il bastardo ha continuato ad acquistare armi, in vista di altre aggressioni.
Che c’entra “Chi gli ha acquistato il petrolio di contrabbando e venduto le armi?”? Il commercio, si sa, ha le sue regole e le sue esigenze.
Qui stiamo parlando di principi, di etica - non di affari.
Il bastardo è Saddam, non chi intreccia proficui scambi commerciali con lui.
VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2003
E L'AMORE TRA BUSH E PUTIN?
La Russia è contraria ad una nuova risoluzione Onu - ed anche all’ interno della Nato si schiera su posizioni divergenti da quelle italiane, vale a dire americane.
Mi chiedo angosciato, come sempre di fronte ai drammi esistenziali: dov’è finita la grande amicizia fra Silvio e Putin?
‘Il mio amico Putin’ sembra deciso a fare di testa sua, anche a costo di mettere in grave imbarazzo l’amico Silvio con ‘il mio amico Giorg daboliù’.
Eh, queste amicizie adolescenziali, durano il tempo di un’est
VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2003
IMMUNITA' PARLAMENTARE E DOMESTICA
Traggo da ilNuovo (cito sempre la fonte non per fare pubblicità ad un prodotto berlusconiano, ma per una forma di correttezza e di rispetto del lavoro altrui).

Legittima difesa, i cittadini possono sparare

Il ddl prevede il "rafforzamento" dell'articolo del Codice penale sulla legittima difesa tra le mura domestiche. Chi usa un'arma in casa per difendersi non rischia più un processo.

A chi ha una casa propria, con dentro beni preziosi da difendere, questo sembrerà un grande passo di civiltà, di fronte al dilagare delle violazioni di domicilio e dell’efferatezza della nuova microcriminalità.
Infatti, a proporre la modifica legislativa sono gli uomini del centrodestra.
Viene però il dubbio: l’idea che nelle case i ladri troveranno gente libera di ammazzare senza correre rischi, servirà a farli desistere – o a renderli ancor più spietati?
Porteranno meno morti e più tranquillità, tanti bei microconflitti a fuoco nelle ville e villette del nord?
Nell’articolo apprendo altri aspetti inquietanti: spiega Roberto Centaro, Presidente dell'Antimafia, che con questo ddl "non ci sarà licenza di uccidere, perché non pensiamo ad un Paese di cowboy"."

Hai letto bene, amico! Il presidente della Commissione Antimafia è uno dei firmatari del nuovo Disegno di Legge: lui, che fa parte di un governo che alla mafia sta facendo un sacco di regali e le sta lasciando il campo libero come un tempo, in nome della pace sociale e di chissà che altro.
Da non credere….
Ma ci sarebbe anche da ridere, se non ci fossero di mezzo vite umane:
non sarà più perseguibile chi ”constatata l'inefficacia di ogni invito a desistere dall'azione criminosa, per bloccarla usa qualsiasi mezzo idoneo o un'arma legittimamente detenuta, mirando alle parti non vitali di chi persiste nella minaccia”.
Ho capito bene? Primo: con la massima calma si deve invitare il delinquente a desistere, se invece, proprio perché è un delinquente, insiste, allora, dopo averlo avvertito – tipo “Mani in alto o sparo!” – gli puoi sparare o trafiggerlo a colpi di alabarda, ma solo mirando a parti non vitali.
Se pensi che i carabinieri – che sono dei professionisti - quando inseguono qualcuno, nella concitazione riescono sempre a beccare organi vitali, te lo vedi il commerciante, sì e no addestrato al poligono di tiro – che con tutta calma mira alle gambe, mentre l’altro gli intima di aprire la cassaforte, magari puntando una pistola contro la moglie?!
Se non fosse un DDL, sembrerebbe cabaret.
Ma non è finita. Furio Gubetti, primo firmatario, afferma: “nessuno è obbligato ad usare questo diritto di autotutela. Noi vogliamo restituire al cittadino un diritto naturale che è riconosciuto in molti Paesi, compresi gli Stati Uniti, ma che è un diritto ma non un dovere".

Chi parla è un parlamentare, uno di quelli che ci governa: capito il livello mentale e morale?!
Cita gli USA; bravo, quella è la fine che faremo: case piene di armi (e che, solo i ricconi devono difendersi?) e continue stragi tra le mura domestiche.
Sbaglio o già se ne vedono le prime avvisaglie….?
VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2003
BUSH. VINCERE! E VINCEREMO! se no, che ci andiamo a fare?
Iraq, Bush: "Useremo la forza e vinceremo"

Il presidente degli Stati Uniti parla al personale di una base navale in Florida e annuncia che se l'uso della forza sarà necessario servirà per sconfiggere il regime di Baghdad.

Primo: ce lo vedete Bush che strilla: “Useremo la forza e perderemo”?
secondo: “se l’uso della forza sarà necessario”. Bravo: e chi lo decide – o meglio: e chi l’ha già deciso?
terzo:Forse l’armamentario funebre predisposto a Sigonella sta a significare che ‘sta passeggiata innocua non sarà poi tanto.
ma non si può intaccare il morale degli uomini prima dell’attacco!
VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2003
CONDOLEEZA SACCA'
Condoleeza Rice vuole la guerra per cacciare Saddam, con o senza il resto del mondo.
Saccà Condoleeza non vuole che si vedano in diretta le manifestazioni per la pace: potrebbero urtare la sensibilità dei parlamentari e la suscettibilità degli alleati di Silvio.
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
ULIVOLI’, ULIVOLA’, ULIVOLI’, OLIVA SACCLA’!
ULIVOLI’, ULIVOLA’, ULIVOLI’, OLIVA SACCLA’! Smascherato il doppiogiochismo di Saccà. Avete presente quando, per costringere i tifosi ad andare allo stadio, la diretta di una partita di calcio non viene trasmessa nelle adiacenze?
La stessa cosa ha fatto Saccà, per incrementare la partecipazione alla marcia di Roma.
Già si preoccupa del dopo Berlusconi, lui - altro che zerbino!
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
MARCISCA LA GUERRA
Si marcia per la pace
La pace è in marcia
La pace è marcia?
La guerra è marcia!
La guerra fa marciare
La guerra fa marcire
Marcisca la guerra!
Chi pace vuol, guerra prepari
Ci vadano Bush e i suoi pari
Chi vuol pace, prepari la guerra
Dillo a quelli finiti sottoterra
Liberiamo l’Iraq dal tiranno!
Come lui, quanti altri ce ne stanno...
Useremo solo bombe intelligenti
Fossero tali, dovreste stare attenti.
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
FORZA ITALIA MARCIA - NON COMPETITIVA PER LAPACE
Forza Italia non ha aderito alle manifestazioni per la pace organizzate in tutta Italia. Ha allestitto in proprio, a Firenze, mi pare per il 22 febbraio, una giornata dedicata allo sport. Inteso come sano mezzo di prevenzione della guerra.
Ecco, invece della marcia a Roma, si poteva organizzare una bella marcia non competitiva, conclusa da canti e balli campagnoli?
Vuoi vedere che Saccà l’avrebbe pure mandata in diretta?
Non fosse altro che per l’universalmente riconosciuto valore educativo dello sport: si veda la violenza negli stadi e pure fuori; i cori e gli striscioni da antologia poetica e manuali del bon-ton; l’altissimo valore etico e civico del calcio, per esempio, dove a contare sono gli ideali - e non i miliardi. Pensate al valore educativo, per i giovani, costituito da questi loro coetanei che, per saper tirare quattro calci al pallone si riempiono le tasche di soldi: tanti, che la maggior parte di loro ne vedrà un’infinitesima parte in tutta la vita. E poi, stranamente, quei campioni hanno sempre per ragazze delle strafighe della madonna, del tutto casualmente, ovvio.
Sì, proponiamo ai giovani lo sport come valore alternativo alle marce pacifiste. E anche alla droga, tipo il calcio, dove il doping è solo un’invenzione giornalistica
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
RADICALMENTE A STELLESTRISCE
I Radicali, come sempre più avanti degli altri, hanno organizzato una manifestazione alternativa ad Assisi: hanno sfilato anche con le bandiere degli Usa e della Gran Bretagna ed hanno fatto visita al cimitero angloamericano (in chiave preventiva). Perché loro non sono per la non-guerra, ma per la pace; e anche gli angloamericani, essendo per la guerra preventiva che porti alla pace definitiva, sono per la pace.
I radicali: una stecca fuori dal coro - per dimostrare che è il coro ad essere stonato.
I veri pacifisti veri, detentori dell’autentico digiuno brevettato.
Gli unici capaci di bersi le urine per testimoniare le proprie stronzate.
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
NON FACCIAMO DI OGNI DITTATORE UN FASCIO!
Saddam è un feroce dittatore, cattivo con il proprio popolo e con i popoli altrui. Va eliminato, reso inoffensivo.
Ben detto! Ma perché limitarsi a lui, con tutti i tiranni che governano il mondo?
Via il mullah Omar; via Saddam, poi tocca alla Corea del Nord. Tanto, anche se hanno l’atomica, non hanno i soldi per pagare il carburante per i missili.
Dopo la Corea, si potrebbe passare a Fidel Castro e liberare definitivamente Cuba dalla più sanguinaria e duratura dittatura comunista.
Volendo fare un lavoretto di fino, ci sarebbero anche il Laos e il Vietnam, governati ancora da dittature comuniste.
Già che siamo in zona, si potrebbe stabilire la democrazia occidentale anche in Cina, detentrice, tra l’altro, di testate nucleari.
Un sudamericana teniamo sotto osservazione Lula e Chavez, casomai tentassero riforme troppo contrarie agli interessi usa.
Spostiamoci in Africa: ce me sarebbero di feroci dittature, anche se poco conosciute. Però quella l’appoggi tu, questa l’appoggio io, quell’altra ancora l’appoggia lui ... come si fa?
Anche Gheddafi è un dittatore, ma adesso sta un po’ dalla nostra parte ... e così l’Arabia Saudita, il Pakistan, tutti i vari stati e staterelli arabi .... mmmmmhhhh, meglio non metterci le mani! Saranno anche dittatori, ma ci danno il petrolio e tengono sotto controllo i loro fondamentalisti islamici.
Insomma, non generalizziamo: c’è dittatore e dittatore!
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
AZIZ BACERA' SADDAM PER TRENTA DENARI?
Tarek Aziz si è dichiarato pronto a recarsi anche da Bush, se ciò potesse essere utile per la pace.
Il dubbio ti viene, che sia un messaggio in codice lanciato agli Usa: se metterete me a capo del futuro Iraq, sono pronto a vendervi Saddam.
Non sarebbe lui il primo....
Non era seguace di Cristo anche un certo Giuda...?
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
MEGLIO VENDERE UN RENE CHE ...
"Vendo un rene, per disperazione"
In una lettera inviata al quotidiano locale, una casalinga di Bergamo offre il suo rene in cambio di soldi. Una storia di disperazione e stenti. Suo marito è malato, lei non riesce a coprire i debiti.
Siamo a Bergamo, la ricca Bergamo, non nelr rprofondo Sud. Chi non sa più come investire e sperperare i propri soldi - e chi non sa come tirare avanti.La signora di Bergamo vende il rene per combattere la miseria; quanti vendono il culo (con dentro la loro dignità) per enttrare nelle grazie dei nuovi potenti ed averne più denaro?
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
LA PADANIA E' AL 2003 a.c.
Vi viene mai il dubbio di essere nel 2003 a.C.?
Ieri sera è stata eletta miss Padania; ora il regolamento le impone:
” Non rilasciare dichiarazioni non in linea con gli ideali dei Movimenti che promuovono la Padania".
Chissà se è libera di andare a letto con terroni, neri, comunisti, musulmani – oppure deve attenersi rigidamente ad un uccello ariano?
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2003
VITTORIO SGARBI, GRIMALDELLO PADANO
Mentre si eleggeva miss Padania, Bossi ha premiato anche alcuni mister, per aver reso lustro alla Padania. Tra questi (oltre ai soliti ministri leghisti) “Vittorio Sgarbi, salutato dal presentatore Marco Balestri come "l'uomo chiave della Padania” (cito da ilNuovo).
Bè, data la fama di trombatore di femmine che accompagna il nostro ex sottosegretario alla cultura, il titolo di ‘uomo-chiave’ gli si addice pure. Perche ‘della padania’, invece, resta un mistero … anche se, certamente, ci avrà provato non con una sola delle aspiranti miss.
LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2003
SANTORO UCCELLO NOTTURNO
Prendo da ilNuovo il seguente articolo … e mi interrogo: è finita l’era della censura? O il gioco è molto più sottile?
Luttazzi e Biagi sono saltati; Santoro tornerà in seconda fascia – però i vertici Rai (e Berlusconi) potranno ugualmente dire che la voce dell’opposizione trova spazio in Rai.
In tono dimesso, ovvio, avendo perso le elezioni.
Su Raitre torna Santoro

Il giornalista sta trattando con i suoi avvocati una collocazione in seconda serata con i reportage di Sciuscià. Fazio avrà a disposizione tre serate a settimana.

ROMA - Epoca di grandi ritorni in Rai. Tranne Enzo Biagi, che ha già fatto sapere la sua indisponibilità a coprire una fascia quotidiana sulla terza rete, sono in arrivo Michele Santoro e Fabio Fazio. E Giovanni Floris, che con Ballarò ha preso idealmente il testimone e la formula di Sciuscià, comincerà ad avere vera concorrenza sul piano dell'informazione. L'annuncio lo dà il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, in una intervista a un quotidiano. Reduce dalla vittoria di fronte ai giudici che hanno imposto alla Rai di reintegrarlo, Santoro sta ora trattando con i propri avvocati una collocazione in seconda serata sulla terza rete dedicata ai reportage di Sciuscià. La partenza, dice Ruffini, è fissata per l'11 maggio. "Il 19 febbraio - rende noto il direttore di Raitre - si dovrebbe sancire davanti al giudice un accordo per la ripresa della trasmissione, con 20 reportage in seconda serata". Dall'11 aprile inoltre, ritornerà in Rai anche Fabio Fazio, dopo la sfortunata esperienza a "La7". Il conduttore avrà a sua disposizione tre serate a settimana. "Non essere riusciti a portare con noi anche Biagi" è per Paolo Ruffini, tuttavia, un motivo di vero dispiacere. Ma aggiunge di essersi arreso di fronte ai "motivi personali" con cui il giornalista ha motivato il suo rifiuto.
LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2003
DEL'UTRI QUERELA BOSSI E MARONI
Sabato sera, durante l’elezione di miss Padania, Bossi ha avuto un cabarettistico scambio di battute con Castelli (l’ingegnoso ministro della giustizia): boss Bossi ha detto che mentre lui rischia la galera per aver detto certe cose, i mafiosi escono di galera (scontato che, nella sua testa ‘mafiosi’ sia sinonimo di ‘terroni’).
Il Castelli ha replicato:
"Hai ragione, finché ci saranno queste leggi gli uomini perbene andranno in galera e i mafiosi saranno fuori”.

Entrambi sono stati querelati da dell’Utri.
LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2003
DAVIDE VAN DE SFROSS PREDA DELLA LEGA?
Mi è crollato un mito, un sogno, una passione. Mi sono rifiutato di crederci, mano a mano che me ne giungevano le prime avvisaglie – ora la conferma è ufficiale, salvo smentite che non verranno.
i Davide Van De Sfross Band sono ormai pappa e ciccia con la Lega, ne sono il fiore all’occhiello sul piano musicale, non mancano una delle loro cerimonie importanti –e i capi leghisti non mancano di farsi trovare ai loro concerti importanti.
Un paio di anni fa, in uno scambio di email con la moglie di Davide ebbi ad esprimerle i miei timori per l’assedio leghista al suo consorte. Lei, mi rispose che purtroppo anche loro si rendeva conto che la Lega li stava strumentalizzando e Davide ne era dispiaciuto. Lui, comunque, era uno con la testa sulle spalle e non se la sarebbe mai montata.
Spero qualcuno mi possa smentire, mi auguro di essere un troppo frettoloso giudice – ma quando leggo queste notizie …
(si parla della serata al Pallido di Milano per l’elezione di miss Padania):
”Fra una canzone in dialetto lagheé (del lago di Como) di Davide Van des Sfross, ormai accreditato cantautore leghista …..”.
Non smentirà mai, Davide: perché perderebbe buona parte del suo pubblico e non avrebbe più serate.
Posso capirlo – però, che malinconia.
LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2003
LA RUSSA PUO' DISCENDERE DA UNA SCIMMIA?
“E ora nel mirino di An finisce Darwin”
La teoria dell'evoluzione delle specie finisce nel mirino di Alleanza nazionale. Il deputato Pietro Carullo: "Nei libri viene presentata come una verità assoluta, ma in realtà è funzionale alla sinistra".

La notizia che le menti migliori di An (si attende ancora l’adesione di Storace e Gasparri) intendano rilanciare politicamente la teoria creazionista ha provocato sdegnate reazioni negli ambienti scimmieschi.
Un comunicato del Comitato Scientifico Unificato Oranghi e Scimpanzé ha deciso a sua volta di ripudiare la teoria evoluzionistica darwiniana: non possono tollerare l’idea di aver dato origine a simili discendenti.
Da far pensare ad una teoria devoluzionistica.
LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2003
MENO MALE CI HA CREATO DIO!
Sordomuto dà fuoco alla zia e cuginetto.
Un giovane sordomuto ha cosparso di benzina la zia e le ha dato fuoco, uccidendola. Grave il figlio di pochi mesi che la donna teneva in braccio.

Brescia già da tempo dà segni di malessere. Ora è il turno di Bergamo.
Ma i nostri amici leghisti tireranno in ballo anche in questi casi la nefasta influenza dei terroni neri extracomunitari comunisti famiglie di fatto Mani Pulite Cofferati ecc. ecc..
Certo, adesso è ancora tutto più tragico – adesso che discendiamo direttamente da Dio e non più dalle scimmie.
LUNEDÌ 17 FEBBRAIO 2003
LA TERRONIA RUBA GLI ALPINI ALLA PADANIA
“Alpini? Sette su dieci sono meridionali.
Un'inchiesta del settimanale Sorrisi e Canzoni Tv sfata il mito dell'alpino valligiano e settentrionale. L'esercito di professionisti voluto dal governo ha aperto i reparti ai giovani del sud.”

La notizia in sé potrebbe suscitare scalpore, m solo se ci si scorda che ora fare il militare è un mestiere, come il carabiniere o il poliziotto o la guardia di finanza.
Quello che impressiona è il commento de ilNuovo: ”un fenomeno di costume che dà il segnale dei tempi che cambiano e dell'integrazione nord-sud della Penisola che avanza, a dispetto dei suoi detrattori, anche nei settori finora appannaggio dell'una o dell'altra compagine.”
Vorrebbero farlo passare come un fattore di progresso, quasi uno schiaffo alla Lega!<BR<
”I militari italiani, insomma, oggi sono dei professionisti in grado di affrontare le diverse situazioni in cui si trovano, indipendentemente dalla regione dalla quale provengono.”

Va bene che si devono riempire le pagine dei giornali, anche quelli on-line, ma il senso del ridicolo non andrebbe mai messo da parte.
Come se, con rispetto parlando, la massiccia presenza di prostitute extracomunitarie fosse indice di integrazione razziale.
Il dato veramente sconvolgete è lo strumento di rilevazione: ‘Sorrisi e canzoni Tv’, la statistica pret-a-porter.
By Berlusconi, ovvio.
MARTEDÌ 18 FEBBRAIO 2003
PACIFISTI A SENSO UNICO, MA NON PER SCELTA
Due palle con ‘sta storia del pacifismo a senso unico… Chi ha condotto la guerra in Viet-Nam?
Chi ha capitanato la prima guerra del Golfo?
Chi Ha promosso e guidato la guerra contro l’Afghanistan?
Chi sta promuovendo l’aggressione all’Iraq? (tanto per citare solo le guerra più importanti e condotte in prima persona). E questo è solo il primo punto. Infatti, si dà il caso che, a parte il Viet-Nam, siamo sempre stati tirati in ballo anche noi italiani.
Quindi, contro chi dovremmo protestare e manifestare?
Contro chi promuove le guerre e ci vuole a tutti i costi suo complice.
Chiunque sia

 

 


 
























































































































































































































































































postato da ORBOEDEGA | 23:18 | commenti