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giovedì, febbraio 27, 2003

BIOTERRORISMO E VACCINI

 

 Roma, 26 febbraio (ApBiscom). “Il ministro della Salute Sirchia ha acquistato 5 milioni di dosi di vaccino tradizionale antivaiolo utilizzabile con opportuna diluizione in oltre 10 milioni di individui quali serbatoio più che sufficiente per le azioni di contenimento, evitando una vaccinazione preventiva di massima che dati i noti e frequenti effetti collaterali il vaccino porterebbe più danni che vantaggi”.

 

Secondo ApBiscom, questo avrebbe dichiarato sirchia durante un question time sul bioterrorismo alla Camera.

Delle due l’una: o il ministro ignora totalmente la sintassi italiana o l’agenzia, per risparmiare, dà lavoro a giornalisti polacchi che frequentano corsi serali di italiano e lavorano in nero.

E’ illeggibile!

 

Detto questo, proseguo la lettura.

“Allo stesso tempo, il ministro della Salute … si appresta ad acquistare ulteriori scorte del nuovo vaccino bio-ingegnerizzato anti-vaiolo, in quanto privo degli effetti collaterali prima richiamati”.

 

Va bene l’italiano come optional, ma il senso mi pare fin troppo chiaro: Sirchia (e con lui gli altri ministri europei) ha acquistato  prima il vaccino tradizionale e poi quello che non dà effetti collaterali.

So niente di medicina e farmacologia, ma il dubbio ti viene, se non sei rinco del tutto: c’è o ci fa o pensa che noi ci siamo?

Qui si parla di miliardi, mica di noccioline!

 

Ed ecco allora l’altro dubbio tormentoso: le grandi case farmaceutiche hanno guadagnato vendendo, di riffe o di raffe, farmaci, formule e chissà che altro all’Iraq, mettendolo in grado di produrre virus letali; ora mandano alle stelle le loro quotazioni vendendo ai paesi occidentali i vaccini, per giunta in due versioni, così smaltiscono anche le scorte di quelli superati.

Se ragioniamo in base al principio del ‘chi ci guadagna’ da questa guerra, forse non sono solo i petrolieri e i fabbricanti d’armi a volerla….
postato da ORBOEDEGA | 10:37 | commenti